BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:1190@gancio.cisti.org
SUMMARY:Legna non cemento
DTSTAMP:20260510T153134Z
DTSTART:20210221T083000Z
DTEND:20210221T170000Z
DESCRIPTION:21 febbraio ore 9:30\ngiornata sociale di taglio legna da arder
	e\n\nse usi la legna per scaldarti\nse non hai terreni dove farlo\nnon hai
	 gli attrezzi o vuoi imparare\n\ntagliamo in modo sostenibile e dividiamoc
	i la legna raccolta sui terreni\ndestinati all'ennesimo cantiere TAv\n\npo
	rta gli attrezzi che hai\, motosega\, falcetto o furgone\n\nfuori gli spec
	ulatori\, riprendiamoci i boschi\n\npresidio ex autoporto san didero\n\nla
	 spiega:\n\nIntorno all’ex autoporto di San Didero\, presidiato 24 ore su 
	24 per impedire i\nnuovi lavori legati al TAV\, vi sono ben 7 ha di terren
	i\, boscati o\nrinselvatichiti.\n\nDi questi una parte ancora conserva il 
	suo valore ecologico e di servizio alla\ncomunità locale\, altra parte\, d
	eturpata dalle speculazioni industriali\nsuccedutesi negli anni\, sta lent
	amente recuperando un suo equilibrio.\n\nVi sono gli argini di Dora (deman
	iali) e altre particelle private\, dove molte\nfamiglie raccolgono legna d
	a riscaldamento\, viene praticato il pascolo\ntransumante\, vi sono sentie
	ri e una pista da mini motocross\, il canale\nidroelettrico “NIE”\, degli 
	animali selvatici\, un po' di rifiuti e il presidio no\ntav\, il quale anc
	h’esso usa la legna per cucinare e scaldarsi.\n\n\n\n\nDate le procedure a
	bbastanza complicate\, negli ultimi decenni il taglio del\nbosco nelle par
	ti demaniali non è stato più praticato\, ugualmente nel terreno di\nTelt\,
	 proprietaria attuale dei terreni\, non è stato più fatto fieno\, e i prat
	i\nsono diventati boschetti di gaggìa.\n\n\n\n\nMentre i grandi gruppi ind
	ustriali come Telt non faticano certo a prendere in\nconcessione i terreni
	 demaniali\, a farsi finanziare dal denaro pubblico o ad\nespropriare i te
	rreni altrui\, chi vuole recuperare legna per il riscaldamento\nproprio no
	n è per niente facilitato. Procedure lunghe e complicate\, leggi\nforestal
	i pensate sempre più per le aziende agricole forestali che non hanno\ninte
	resse a piccole parcelle\, destinazione dei boschi a fustaia con piante\nt
	roppo grandi per una gestione familiare.\n\n\n\n\nOggigiorno non sono poch
	e le difficoltà finanziarie di molti. Per scelta o per\nnecessità tante pe
	rsone utilizzano questa risorsa locale\, economica\, alla\nportata di tutt
	i e poco inquinante\, risorsa che oltretutto non genera guerre per\nil gas
	 e il petrolio. Mentre l’accesso alla terra e al fuocatico dovrebbe essere
	\nun diritto inalienabile per tutti noi\, la speculazione e la cementifica
	zione di\nqueste aree\, comprese quelle demaniali e di esondo della Dora\,
	 sottrarrà\nirrevocabilmente queste terre alla loro funzione ecologica e s
	ociale. Invece\nsolo l’utilizzo accorto di questi terreni può migliorarne 
	lo stato che la\ndestinazione industriale ha pregiudicato nei decenni.\n\n
	\n\n\nUna buona pratica di taglio e lo studio delle differenti aree permet
	te di\nmigliorar lo stato delle terre. Ci sono zone dove l’unica pratica p
	ossibile è\nfavorire la ricrescita del manto boschivo\, in altre si può pr
	ocedere\nselettivamente combinando il taglio di legna da ardere con il mig
	lioramento\necologico dei fondi. Di certo quello che non abbiamo bisogno è
	 altro cemento e\nasfalto o imponenti opere di scavo.\n\n\n\n\nStato dei t
	erreni\n\nI terreni non hanno un manto boschivo uniforme. Ci sono residui 
	di antiche zone\ngolenali lungo il corso originario della Dora (zone deman
	iali) ora isolate dalla\nA32\; zone rimodellate dall’uomo dopo alluvione\,
	 in buono stato\, tra la A32 e\nl’argine di Dora\; una parte di terreni or
	iginari sul confine ovest (ex prati\ncolonizzati da gaggìa - robinia) e lu
	ngo l’autostrada (bosco ceduo di pioppo\ntremulo\, anch’esso di origine go
	lenale)\; una gran parte di terreni costituiti da\nterra di riporto frammi
	sta a rifiuti industriali\, solo in parte bonificati\,\nfrutto della desti
	nazione industriale data dalla proprietà. Qui la ricrescita\ndel manto bos
	chivo\, in parte già avvenuta naturalmente ma in generale molto\nstentata\
	, permetterebbe il ripristino della funzione ambientale dell’area\, sia\np
	er quanto riguarda il prelievo di legna da ardere\, che per il pascolo\, l
	a\nflora\, la fauna selvatica (comunque presente\, in particolare conigli 
	o lepri)\, e\nla gestione tradizionale delle aree golenali della Dora\, do
	ve la pulizia degli\nargini è garantita dal prelievo di legna da riscaldam
	ento.\n\n\n\n\nSommariamente\, la zona comprende diverse aree:\n\n1 zona d
	i ricrescita su terra di riporto: pioppo\, salice\, robinia\, buddleia\,\n
	cornus\, sporadicamente pino silvestre\, olmo\, roverella.\n\n2 fasce marg
	inali edifici: lato sud gaggìa ed esemplari di frassino\, lato nord\nrobin
	ia ed esemplari di frassino\, noce\, ciliegio\n\n3 fascia marginale canale
	: pioppo tremulo\, robinia\, frassino\, olmo\n\n4 macchie boschive autostr
	ada ex esondazione: bosco maturo di pioppo tremulo\n\n5 cumuli terra di ri
	porto lato est: robinia\, olmo\, acero\, roverella\n\n6 fascia lato ovest 
	su terreno naturale: 95% giovane gaggìa\, esemplari di\nfrassino\, roverel
	la\, olmo\n\n7 fascia rivierasca tra A32 e Dora: olmo\, robinia (in regres
	sione)\, ontano\,\nsalice\, fusaggine\, biancospino\, pioppo tremulo\, fra
	ssino\, esemplari di noce\n\n8 bordo strade interne (robinia)\n\n\n\n\nBuo
	ne pratiche d’uso\n\ngarantire l’uso dei terreni (legnatico e pascolo) e r
	ipristinarne la qualità non\nsolo è possibile ma si alimenta vicendevolmen
	te rispettando delle buone\npratiche.\n\n\n\n\nLa raccolta di legna secca 
	dovrebbe evitare la legna già a terra attaccata da\nfunghi e animali\, cos
	ì il taglio di quella in piedi dovrebbe lasciare sul\nterreno la ramaglia 
	già in degrado\, per donare al terreno preziose sostanze\norganiche necess
	arie al suo equilibrio. Per legge è però possibile prelevare\nlegna secca 
	ovunque\, purché non recintato\, fino a dieci centimetri di diametro.\n\n\
	n\n\nNelle fasce alluvionali è possibile prelevare il pioppo secco e predi
	ligere la\nrobinia per il taglio verde avendo attenzione di triturare i ra
	mi con la stessa\nmotosega o cippatrice.\n\nLaddove il bosco è in espansio
	ne è possibile tagliare legna verde di robinia per\nfavorire le altre spec
	ie endemiche. I boschi di robinia tendono ad essere\n“monospecifici”\, cio
	è a soffocare le altre specie\, è quindi possibile aumentare\nla varietà e
	cologica del bosco tagliando gli esemplari giovani e lasciando solo\nqualc
	he robinia matura. Nel taglio del ceduo verde bisognerebbe: tagliare\nmass
	imo il 60% degli alberi (tranne robinia 80%)\, tagliare al piede lasciando
	 un\ncolletto rifilato a 10 cm dal suolo\, tagliare le piante storte\, men
	o sane\,\naccavallate\, doppie\, lasciando le migliori e i più anziani ese
	mplari per semenza\ne miglioramento del bosco equamente distanziati tra lo
	ro. Trovando un equilibrio\ntra fustaia e ceduo sarà possibile avere legna
	 da ardere di pezzatura\nmaneggevole e allo stesso tempo garantire aumento
	 e miglioramento del manto\nboschivo.\n\n\n\n\nQuindi\, per aree:\n\n\n\n\
	n1 Dove il manto è compromesso e la ricrescita stentata bisogna evitare il
	\ntaglio\, apportare materia organica (ramaglie\, cippato\, tronchi marces
	centi)\,\napprontare ripari dal vento battente nelle aree più brulle e ris
	eminare erbe e\npiante.\n\n\n\n\n2 Contorno edifici autoporto:\n\nlato sud
	: in attesa di una migliore valutazione consideriamo una “riserva\nintegra
	le” della popolazione di conigli/lepri e loro tane. Possibile cintare\nl’a
	rea con ramaglie di robinia anti intrusione (cani e umani)\, no prelievo\n
	secco. Importante anche per fare ombra all’edificio ed evitare intrusioni 
	o\navvicinamento alle bocche di lupo.\n\nLato nord: da proteggere la zona 
	delle bocche di lupo\, per il resto si potrebbe\ntagliare selettivamente l
	a gaggìa per favorire le altre specie\n\n\n\n\n3 Nella fascia lungo il can
	ale NIE già oggetto di taglio raso e periodico\nipotizziamo sia possibile 
	prelevare completamente la copertura in una fascia di\ncirca metri 3.\n\n\
	n\n\n4 Fustaia di pioppo: prelevare il secco.\n\n\n\n\n5 Lato est: possibi
	lità di taglio abbondante della gaggìa giovane verde con\nattenta selezion
	e delle altre specie presenti in forma minoritaria.\n\n\n\n\n6 Gaggìa secc
	a e verde si può tagliare abbondantemente (fino all’80%) nel bosco\nlato F
	avro (cd bosco delle fate). Essendo zona pascoliva è importante lasciare\n
	la ramaglia intera in mucchi ordinati (massimo 1mc\, per rischio incendio)
	\ndisposti a protezione dei giovani virgulti in particolare frassino e spe
	cie più\nrare.\n\n\n\n\n7 Fascia lungo Dora (demaniale) il bosco originari
	o sta prendendo il sopravvento\nsulla gaggìa\, che è in gran parte secca e
	d è possibile prelevarla anche verde\nfavorendo le altre specie. Gaggia pi
	ù vitale c’è sul lato strada\, dove è\nfavorita dalla luce. Qui si potrebb
	e tagliarla facendo però attenzione a non\nallargare la strada percorribil
	e con i mezzi a motore. E’ un bel bosco\, giovane\nma variegato. Dopo il t
	aglio è la miglior zona da considerare non calpestabile\,\nsi può percorre
	re a lato dalla strada di servizio o percorrendo l’argine sul\nlato oppost
	o. La zona oltre gli argini\, essendo fascia di esondazione della\nDora\, 
	andrebbe anche pulita togliendo almeno le piante più piccole per evitare\n
	che un’alluvione se le porti via. Non aderendo ai piani forestali di zona\
	,\nl’area sotto al comune di San Didero dovrebbe essere in capo alla provi
	ncia.\nL’iter autorizzativo è abbastanza lungo. Le zone comunali potrebber
	o invece\nessere accessibili per i residenti ma bisogna consultare il rego
	lamento comunale\ne verificare gli usi storici.\n\n\n\n\n8 strade e access
	i: non tagliare lungo i margini per non aumentare la zona di\ncalpestìo co
	n macchine e non creare altre zone di campo aperto (protezione anti\nintru
	sione)\n\n\n\n\nQuindi in definitiva:\n\nSi può prelevare il secco senza a
	sportare tutta la sostanza organica (rami\,\ntronchi marcescenti)\n\nSi pu
	ò tagliare gaggia verde per favorire le altre specie in questo modo: tagli
	o\nselettivo intorno ad altre piante\; dove solo gaggìa lasciare gli esemp
	lari più\ngrandi\, dritti\, sani\; dove ci sono ceppaie di più individui s
	elezionare il\nmigliore e tagliare il resto\; non tagliare il bordo delle 
	aree e delle strade\,\nnon tagliare alberi isolati.
URL:https://gancio.cisti.org/event/1190
LOCATION:Presidio ex-autoporto di San Didero - SS25
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:presidio ex autoporto
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>21&nbsp;febbraio&nbsp;ore&nbsp;9:30<br>gior
	nata&nbsp;sociale&nbsp;di&nbsp;taglio&nbsp;legna&nbsp;da&nbsp;ardere<br><b
	r>se&nbsp;usi&nbsp;la&nbsp;legna&nbsp;per&nbsp;scaldarti<br>se&nbsp;non&nb
	sp;hai&nbsp;terreni&nbsp;dove&nbsp;farlo<br>non&nbsp;hai&nbsp;gli&nbsp;att
	rezzi&nbsp;o&nbsp;vuoi&nbsp;imparare<br><br>tagliamo in modo sostenibile e
	 dividiamoci la legna raccolta sui terreni destinati all'ennesimo cantiere
	 TAv<br><br>porta&nbsp;gli&nbsp;attrezzi&nbsp;che&nbsp;hai,&nbsp;motosega,
	&nbsp;falcetto&nbsp;o&nbsp;furgone<br><br>fuori&nbsp;gli&nbsp;speculatori,
	&nbsp;riprendiamoci&nbsp;i&nbsp;boschi<br><br>presidio&nbsp;ex&nbsp;autopo
	rto&nbsp;san&nbsp;didero</p><p>la spiega:</p><p>Intorno all’ex autoporto d
	i San Didero, presidiato 24 ore su 24 per impedire i nuovi lavori legati a
	l TAV, vi sono ben 7 ha di terreni, boscati o rinselvatichiti.</p><p>Di qu
	esti una parte ancora conserva il suo valore ecologico e di servizio alla 
	comunità locale, altra parte, deturpata dalle speculazioni industriali suc
	cedutesi negli anni, sta lentamente recuperando un suo equilibrio.</p><p>V
	i sono gli argini di Dora (demaniali) e altre particelle private, dove mol
	te famiglie raccolgono legna da riscaldamento, viene praticato il pascolo 
	transumante, vi sono sentieri e una pista da mini motocross, il canale idr
	oelettrico “NIE”, degli animali selvatici, un po' di rifiuti e il presidio
	 no tav, il quale anch’esso usa la legna per cucinare e scaldarsi.</p><p><
	br></p><p>Date le procedure abbastanza complicate, negli ultimi decenni il
	 taglio del bosco nelle parti demaniali non è stato più praticato, ugualme
	nte nel terreno di Telt, proprietaria attuale dei terreni, non è stato più
	 fatto fieno, e i prati sono diventati boschetti di gaggìa.</p><p><br></p>
	<p>Mentre i grandi gruppi industriali come Telt non faticano certo a prend
	ere in concessione i terreni demaniali, a farsi finanziare dal denaro pubb
	lico o ad espropriare i terreni altrui, chi vuole recuperare legna per il 
	riscaldamento proprio non è per niente facilitato. Procedure lunghe e comp
	licate, leggi forestali pensate sempre più per le aziende agricole foresta
	li che non hanno interesse a piccole parcelle, destinazione dei boschi a f
	ustaia con piante troppo grandi per una gestione familiare.</p><p><br></p>
	<p>Oggigiorno non sono poche le difficoltà finanziarie di molti. Per scelt
	a o per necessità tante persone utilizzano questa risorsa locale, economic
	a, alla portata di tutti e poco inquinante, risorsa che oltretutto non gen
	era guerre per il gas e il petrolio. Mentre l’accesso alla terra e al fuoc
	atico dovrebbe essere un diritto inalienabile per tutti noi, la speculazio
	ne e la cementificazione di queste aree, comprese quelle demaniali e di es
	ondo della Dora, sottrarrà irrevocabilmente queste terre alla loro funzion
	e ecologica e sociale. Invece solo l’utilizzo accorto di questi terreni pu
	ò migliorarne lo stato che la destinazione industriale ha pregiudicato nei
	 decenni.</p><p><br></p><p>Una buona pratica di taglio e lo studio delle d
	ifferenti aree permette di migliorar lo stato delle terre. Ci sono zone do
	ve l’unica pratica possibile è favorire la ricrescita del manto boschivo, 
	in altre si può procedere selettivamente combinando il taglio di legna da 
	ardere con il miglioramento ecologico dei fondi. Di certo quello che non a
	bbiamo bisogno è altro cemento e asfalto o imponenti opere di scavo.</p><p
	><br></p><p>Stato dei terreni</p><p>I terreni non hanno un manto boschivo 
	uniforme. Ci sono residui di antiche zone golenali lungo il corso originar
	io della Dora (zone demaniali) ora isolate dalla A32; zone rimodellate dal
	l’uomo dopo alluvione, in buono stato, tra la A32 e l’argine di Dora; una 
	parte di terreni originari sul confine ovest (ex prati colonizzati da gagg
	ìa - robinia) e lungo l’autostrada (bosco ceduo di pioppo tremulo, anch’es
	so di origine golenale); una gran parte di terreni costituiti da terra di 
	riporto frammista a rifiuti industriali, solo in parte bonificati, frutto 
	della destinazione industriale data dalla proprietà. Qui la ricrescita del
	 manto boschivo, in parte già avvenuta naturalmente ma in generale molto s
	tentata, permetterebbe il ripristino della funzione ambientale dell’area, 
	sia per quanto riguarda il prelievo di legna da ardere, che per il pascolo
	, la flora, la fauna selvatica (comunque presente, in particolare conigli 
	o lepri), e la gestione tradizionale delle aree golenali della Dora, dove 
	la pulizia degli argini è garantita dal prelievo di legna da riscaldamento
	.</p><p><br></p><p>Sommariamente, la zona comprende diverse aree:</p><p>1 
	zona di ricrescita su terra di riporto: pioppo, salice, robinia, buddleia,
	 cornus, sporadicamente pino silvestre, olmo, roverella.</p><p>2 fasce mar
	ginali edifici: lato sud gaggìa ed esemplari di frassino, lato nord robini
	a ed esemplari di frassino, noce, ciliegio</p><p>3 fascia marginale canale
	: pioppo tremulo, robinia, frassino, olmo</p><p>4 macchie boschive autostr
	ada ex esondazione: bosco maturo di pioppo tremulo</p><p>5 cumuli terra di
	 riporto lato est: robinia, olmo, acero, roverella</p><p>6 fascia lato ove
	st su terreno naturale: 95% giovane gaggìa, esemplari di frassino, roverel
	la, olmo</p><p>7 fascia rivierasca tra A32 e Dora: olmo, robinia (in regre
	ssione), ontano, salice, fusaggine, biancospino, pioppo tremulo, frassino,
	 esemplari di noce</p><p>8 bordo strade interne (robinia)</p><p><br></p><p
	>Buone pratiche d’uso</p><p>garantire l’uso dei terreni (legnatico e pasco
	lo) e ripristinarne la qualità non solo è possibile ma si alimenta vicende
	volmente rispettando delle buone pratiche.</p><p><br></p><p>La raccolta di
	 legna secca dovrebbe evitare la legna già a terra attaccata da funghi e a
	nimali, così il taglio di quella in piedi dovrebbe lasciare sul terreno la
	 ramaglia già in degrado, per donare al terreno preziose sostanze organich
	e necessarie al suo equilibrio. Per legge è però possibile prelevare legna
	 secca ovunque, purché non recintato, fino a dieci centimetri di diametro.
	</p><p><br></p><p>Nelle fasce alluvionali è possibile prelevare il pioppo 
	secco e prediligere la robinia per il taglio verde avendo attenzione di tr
	iturare i rami con la stessa motosega o cippatrice.</p><p>Laddove il bosco
	 è in espansione è possibile tagliare legna verde di robinia per favorire 
	le altre specie endemiche. I boschi di robinia tendono ad essere “monospec
	ifici”, cioè a soffocare le altre specie, è quindi possibile aumentare la 
	varietà ecologica del bosco tagliando gli esemplari giovani e lasciando so
	lo qualche robinia matura. Nel taglio del ceduo verde bisognerebbe: taglia
	re massimo il 60% degli alberi (tranne robinia 80%), tagliare al piede las
	ciando un colletto rifilato a 10 cm dal suolo, tagliare le piante storte, 
	meno sane, accavallate, doppie, lasciando le migliori e i più anziani esem
	plari per semenza e miglioramento del bosco equamente distanziati tra loro
	. Trovando un equilibrio tra fustaia e ceduo sarà possibile avere legna da
	 ardere di pezzatura maneggevole e allo stesso tempo garantire aumento e m
	iglioramento del manto boschivo.</p><p><br></p><p>Quindi, per aree:</p><p>
	<br></p><p>1 Dove il manto è compromesso e la ricrescita stentata bisogna 
	evitare il taglio, apportare materia organica (ramaglie, cippato, tronchi 
	marcescenti), approntare ripari dal vento battente nelle aree più brulle e
	 riseminare erbe e piante.</p><p><br></p><p>2 Contorno edifici autoporto:<
	/p><p>lato sud: in attesa di una migliore valutazione consideriamo una “ri
	serva integrale” della popolazione di conigli/lepri e loro tane. Possibile
	 cintare l’area con ramaglie di robinia anti intrusione (cani e umani), no
	 prelievo secco. Importante anche per fare ombra all’edificio ed evitare i
	ntrusioni o avvicinamento alle bocche di lupo.</p><p>Lato nord: da protegg
	ere la zona delle bocche di lupo, per il resto si potrebbe tagliare selett
	ivamente la gaggìa per favorire le altre specie</p><p><br></p><p>3 Nella f
	ascia lungo il canale NIE già oggetto di taglio raso e periodico ipotizzia
	mo sia possibile prelevare completamente la copertura in una fascia di cir
	ca metri 3.</p><p><br></p><p>4 Fustaia di pioppo: prelevare il secco.</p><
	p><br></p><p>5 Lato est: possibilità di taglio abbondante della gaggìa gio
	vane verde con attenta selezione delle altre specie presenti in forma mino
	ritaria.</p><p><br></p><p>6 Gaggìa secca e verde si può tagliare abbondant
	emente (fino all’80%) nel bosco lato Favro (cd bosco delle fate). Essendo 
	zona pascoliva è importante lasciare la ramaglia intera in mucchi ordinati
	 (massimo 1mc, per rischio incendio) disposti a protezione dei giovani vir
	gulti in particolare frassino e specie più rare.</p><p><br></p><p>7 Fascia
	 lungo Dora (demaniale) il bosco originario sta prendendo il sopravvento s
	ulla gaggìa, che è in gran parte secca ed è possibile prelevarla anche ver
	de favorendo le altre specie. Gaggia più vitale c’è sul lato strada, dove 
	è favorita dalla luce. Qui si potrebbe tagliarla facendo però attenzione a
	 non allargare la strada percorribile con i mezzi a motore. E’ un bel bosc
	o, giovane ma variegato. Dopo il taglio è la miglior zona da considerare n
	on calpestabile, si può percorrere a lato dalla strada di servizio o perco
	rrendo l’argine sul lato opposto. La zona oltre gli argini, essendo fascia
	 di esondazione della Dora, andrebbe anche pulita togliendo almeno le pian
	te più piccole per evitare che un’alluvione se le porti via. Non aderendo 
	ai piani forestali di zona, l’area sotto al comune di San Didero dovrebbe 
	essere in capo alla provincia. L’iter autorizzativo è abbastanza lungo. Le
	 zone comunali potrebbero invece essere accessibili per i residenti ma bis
	ogna consultare il regolamento comunale e verificare gli usi storici.</p><
	p><br></p><p>8 strade e accessi: non tagliare lungo i margini per non aume
	ntare la zona di calpestìo con macchine e non creare altre zone di campo a
	perto (protezione anti intrusione)</p><p><br></p><p>Quindi in definitiva:<
	/p><p>Si può prelevare il secco senza asportare tutta la sostanza organica
	 (rami, tronchi marcescenti)</p><p>Si può tagliare gaggia verde per favori
	re le altre specie in questo modo: taglio selettivo intorno ad altre piant
	e; dove solo gaggìa lasciare gli esemplari più grandi, dritti, sani; dove 
	ci sono ceppaie di più individui selezionare il migliore e tagliare il res
	to; non tagliare il bordo delle aree e delle strade, non tagliare alberi i
	solati.</p>
BEGIN:VALARM
ACTION:DISPLAY
DESCRIPTION:Legna non cemento
TRIGGER:-PT1H
END:VALARM
END:VEVENT
END:VCALENDAR
