BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:388@gancio.cisti.org
SUMMARY:Presidio + Performance Anarcofemminista!
DTSTAMP:20260410T203559Z
DTSTART:20190630T160000Z
DTEND:20190630T180000Z
DESCRIPTION:DOMENICA 30 GIUGNO Dalle h. 18 alle h. 20 in Corso Alfieri 269 
	- Asti PRESIDIO E\nPERFORMANCE ANARCOFEMMINISTA a cura del Collettivo Wild
	 C.A.T. (Collettivo\nAnarcofemminista Torinese) RIPRENDIAMO IN MANO LE NOS
	TRE VITE Il 6 luglio si\nsvolgerà ad Asti il primo Pride cittadino. Questo
	 evento cadrà nell’anniversario\ndei moti di Stonewall in America. Nell’es
	tate del 1969\, per rispondere alla\nrepressione di Stato contro le realtà
	 omosessuali\, circa 2000 persone scesero in\nstrada scontrandosi durament
	e con la polizia. Oggi\, a distanza di 50 anni\, la\nrepressione istituzio
	nale si è trasformata ma non è certo finita. Oggi come\nallora\, nel nome 
	della sicurezza e del decoro\, si colpisce chiunque rifiuti di\naderire al
	 modello dominante. E quel modello è sempre lo stesso:\ndio-patria-famigli
	a. Il nuovo governo lego-stellato ha le idee chiare: la\nfamiglia è l’unit
	à fondamentale della società. E tale famiglia deve essere\ngerarchica\, et
	erosessuale\, violenta e rigidamente riproduttiva. L’uomo deve\nsposarsi c
	on una donna e questa deve essere ubbidiente e remissiva. Il suo\ncompito 
	naturale è quello di mettere al mondo figli\, di badare alla casa e di\nno
	n fiatare\, altrimenti sono guai. Questo il modello di relazioni umane a c
	ui\nvorrebbero condannarci preti e governanti. Se con la proposta del ddl 
	Pillon si\nlimitano ulteriormente le possibilità di scelta della donna\, c
	on la proposta del\ndecreto Famiglia si impone la centralità dell’eteroses
	sualità come criterio\nd’accesso al welfare\, escludendo qualsiasi altra f
	orma di relazione. Il tutto\nmentre si porta avanti un attacco senza quart
	iere al diritto all’aborto e si\ncreano sempre più difficoltà a chi cerca 
	di divorziare. In questo quadro\, dove\nle conquiste fatte durante le lott
	e degli anni ’60 e ’70 vengono piano piano\nspazzate via\, la famiglia div
	iene baluardo di difesa di una società sempre più\ngerarchica ed escludent
	e. A sinistra come a destra il dibattito non è sulla\nfamiglia ma solo su 
	“quale” famiglia. Chi la vorrebbe estesa alle coppie\nomosessuali\, chi la
	 vuole modellata sulla “sacra” famiglia. Fuori da questo\ncoro\, riteniamo
	 necessario ripensare le nostre relazioni fuori da ogni ruolo\nimposto ist
	ituzionalmente. Le nostre soggettività non si possono incasellare\nnella r
	igidità dei generi maschili e femminili. L’intersessualità\, la\ntransessu
	alità non sono malattie da guarire. Ognuno di noi è diverso e i nostri\nle
	gami non possono essere sanciti e regolati da Stati o Chiese. I nostri cor
	pi\nci appartengono e su di loro vogliamo poter decidere in ogni momento i
	n piena\nlibertà. Questa libertà non può essere concessa tramite voti o pe
	tizioni: ce la\ndobbiamo prendere lottando giorno per giorno in casa\, per
	 strada\, al lavoro. La\ndobbiamo costruire pezzo per pezzo tramite il mut
	uo appoggio e la solidarietà.\nRifiutiamoci di confinare i nostri sentimen
	ti\, le nostre passioni\, la nostra\nintimità dentro alle gabbie che per n
	oi hanno costruito ministri e cardinali.\nRiprendiamo in mano le nostre es
	istenze. Costruiamo relazioni libere\, plurali\,\negualitarie. LABORATORIO
	 AUTOGESTITO LA MICCIA
URL:https://gancio.cisti.org/event/388
LOCATION:Asti - Piazza S. Martino\, 4
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:anarcofemminismo,gancio,performance,presidio,transfemminismo
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:DOMENICA 30 GIUGNO <br>Dalle h. 18 alle h. 20 
	in Corso Alfieri 269 - Asti<br><br>PRESIDIO E PERFORMANCE ANARCOFEMMINISTA
	 a cura del Collettivo Wild C.A.T. (Collettivo Anarcofemminista Torinese)<
	br><br>RIPRENDIAMO IN MANO LE NOSTRE VITE<br><br>Il 6 luglio si svolgerà a
	d Asti il primo Pride cittadino. Questo evento cadrà nell’anniversario dei
	 moti di Stonewall in America. Nell’estate del 1969, per rispondere alla r
	epressione di Stato contro le realtà omosessuali, circa 2000 persone scese
	ro in strada scontrandosi duramente con la polizia. <br>Oggi, a distanza d
	i 50 anni, la repressione istituzionale si è trasformata ma non è certo fi
	nita. Oggi come allora, nel nome della sicurezza e del decoro, si colpisce
	 chiunque rifiuti di aderire al modello dominante. E quel modello è sempre
	 lo stesso: dio-patria-famiglia. <br>Il nuovo governo lego-stellato ha le 
	idee chiare: la famiglia è l’unità fondamentale della società. E tale fami
	glia deve essere gerarchica, eterosessuale, violenta e rigidamente riprodu
	ttiva. L’uomo deve sposarsi con una donna e questa deve essere ubbidiente 
	e remissiva. Il suo compito naturale è quello di mettere al mondo figli, d
	i badare alla casa e di non fiatare, altrimenti sono guai. Questo il model
	lo di relazioni umane a cui vorrebbero condannarci preti e governanti.<br>
	Se con la proposta del ddl Pillon si limitano ulteriormente le possibilità
	 di scelta della donna, con la proposta del decreto Famiglia si impone la 
	centralità dell’eterosessualità come criterio d’accesso al welfare, esclud
	endo qualsiasi altra forma di relazione. Il tutto mentre si porta avanti u
	n attacco senza quartiere al diritto all’aborto e si creano sempre più dif
	ficoltà a chi cerca di divorziare.<br>In questo quadro, dove le conquiste 
	fatte durante le lotte degli anni ’60 e ’70 vengono piano piano spazzate v
	ia, la famiglia diviene baluardo di difesa di una società sempre più gerar
	chica ed escludente. A sinistra come a destra il dibattito non è sulla fam
	iglia ma solo su “quale” famiglia. Chi la vorrebbe estesa alle coppie omos
	essuali, chi la vuole modellata sulla “sacra” famiglia.<br>Fuori da questo
	 coro, riteniamo necessario ripensare le nostre relazioni fuori da ogni ru
	olo imposto istituzionalmente. Le nostre soggettività non si possono incas
	ellare nella rigidità dei generi maschili e femminili. L’intersessualità, 
	la transessualità non sono malattie da guarire. Ognuno di noi è diverso e 
	i nostri legami non possono essere sanciti e regolati da Stati o Chiese. I
	 nostri corpi ci appartengono e su di loro vogliamo poter decidere in ogni
	 momento in piena libertà. Questa libertà non può essere concessa tramite 
	voti o petizioni: ce la dobbiamo prendere lottando giorno per giorno in ca
	sa, per strada, al lavoro. La dobbiamo costruire pezzo per pezzo tramite i
	l mutuo appoggio e la solidarietà.<br><br>Rifiutiamoci di confinare i nost
	ri sentimenti, le nostre passioni, la nostra intimità dentro alle gabbie c
	he per noi hanno costruito ministri e cardinali. <br>Riprendiamo in mano l
	e nostre esistenze. Costruiamo relazioni libere, plurali, egualitarie.<br>
	<br>LABORATORIO AUTOGESTITO LA MICCIA<br><br>
BEGIN:VALARM
ACTION:DISPLAY
DESCRIPTION:Presidio + Performance Anarcofemminista!
TRIGGER:-PT1H
END:VALARM
END:VEVENT
END:VCALENDAR
