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SUMMARY:Corteo contro lo sfruttamento lavorativo
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DESCRIPTION:OTTOBRE SARÀ UN MESE DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO
	\n\nNonostante gli anni di mobilitazioni dal basso e d’attenzione mediatic
	a\nnazionale e internazionale\, la situazione dello sfruttamento nelle Lan
	ghe e\nnell’albese non è cambiata. Anzi è peggiorata: sia dal punto di vis
	ta abitativo\n(più di 50 persone costrette all’addiaccio)\, sia dal punto 
	di vista\ncontrattuale.\n\nFacciamo chiarezza: il problema è il sistema ec
	onomico\, non si tratta di\nun’emergenza temporanea.\n\nDopo quattro anni 
	di mobilitazioni continuiamo a ribadire che chi detiene il\npotere sceglie
	 di rimanere cieco di fronte all’ovvietà.\n\nLe soluzioni esistono\, ma so
	no scomode per chi vuole arricchirsi attraverso lo\nsfruttamento dei lavor
	atori e delle lavoratrici.\n\n1. Occorrono soluzioni abitative pubbliche d
	edicate ai lavoratori\, specialmente\nper i lavoratori immigrati. Non bast
	ano dormitori\, dove non è garantita la\ndignità. Inoltre il ricongiungime
	nto familiare è possibile solo con la\nregolarità d’affitto e i documenti 
	di residenza in ordine.\n\n2. Le assunzioni devono avvenire in maniera dir
	etta. Ove circolano i grandi\nflussi di denaro\, fioriscono pratiche e att
	eggiamenti mafiosi. Eliminare le\nfalse cooperative\, significa eliminare 
	l’intermediario che specula sull’operaio.\n\n3. I veri responsabili vanno 
	nominati: non soltanto le false cooperative\, ma\nanche il comparto delle 
	aziende agroalimentari\, che da Foggia e Rosarno fino al\nPiemonte aliment
	a il circolo del lavoro povero\, e che fa leva sulle fragilità\ndei sogget
	ti più precari\, per ricattarli con paghe misere e contratti fasulli o\nin
	esistenti.\n\nUna delle aggravanti è il fatto che gran parte del vino dell
	e Langhe è un\nprodotto di lusso\, non un prodotto della grande distribuzi
	one. Alla luce di ciò\,\nsono ancor più imperdonabili le condizioni al lim
	ite dello schiavismo subite da\npersone di cui portiamo il racconto.\n\nTu
	tto questo va contestualizzato: Alba è la città che ospita alcune tra le p
	iù\ngrandi e ricche aziende/società d’Italia. La fiera del tartufo di otto
	bre e\nvinum in primavera sono due eventi che raccolgono capitali e attenz
	ioni enormi.\n\nLa contraddizione che ne deriva è sotto gli occhi di tutt*
	\; non resta che\naffrontarla e noi abbiamo tutti i motivi per farlo.\n\n\
	n\nCi vediamo il 9 ottobre ad Alba per il corteo dei collettivi.
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>OTTOBRE SARÀ UN MESE DI LOTTA CONTRO LO SFR
	UTTAMENTO LAVORATIVO </p><p>Nonostante gli anni di mobilitazioni dal basso
	 e d’attenzione mediatica nazionale e internazionale, la situazione dello 
	sfruttamento nelle Langhe e nell’albese non è cambiata. Anzi è peggiorata:
	 sia dal punto di vista abitativo (più di 50 persone costrette all’addiacc
	io), sia dal punto di vista contrattuale. </p><p>Facciamo chiarezza: il pr
	oblema è il sistema economico, non si tratta di un’emergenza temporanea. <
	/p><p>Dopo quattro anni di mobilitazioni continuiamo a ribadire che chi de
	tiene il potere sceglie di rimanere cieco di fronte all’ovvietà. </p><p>Le
	 soluzioni esistono, ma sono scomode per chi vuole arricchirsi attraverso 
	lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. </p><p>1. Occorrono so
	luzioni abitative pubbliche dedicate ai lavoratori, specialmente per i lav
	oratori immigrati. Non bastano dormitori, dove non è garantita la dignità.
	 Inoltre il ricongiungimento familiare è possibile solo con la regolarità 
	d’affitto e i documenti di residenza in ordine. </p><p>2. Le assunzioni de
	vono avvenire in maniera diretta. Ove circolano i grandi flussi di denaro,
	 fioriscono pratiche e atteggiamenti mafiosi. Eliminare le false cooperati
	ve, significa eliminare l’intermediario che specula sull’operaio. </p><p>3
	. I veri responsabili vanno nominati: non soltanto le false cooperative, m
	a anche il comparto delle aziende agroalimentari, che da Foggia e Rosarno 
	fino al Piemonte alimenta il circolo del lavoro povero, e che fa leva sull
	e fragilità dei soggetti più precari, per ricattarli con paghe misere e co
	ntratti fasulli o inesistenti. </p><p>Una delle aggravanti è il fatto che 
	gran parte del vino delle Langhe è un prodotto di lusso, non un prodotto d
	ella grande distribuzione. Alla luce di ciò, sono ancor più imperdonabili 
	le condizioni al limite dello schiavismo subite da persone di cui portiamo
	 il racconto. </p><p>Tutto questo va contestualizzato: Alba è la città che
	 ospita alcune tra le più grandi e ricche aziende/società d’Italia. La fie
	ra del tartufo di ottobre e vinum in primavera sono due eventi che raccolg
	ono capitali e attenzioni enormi. </p><p>La contraddizione che ne deriva è
	 sotto gli occhi di tutt*; non resta che affrontarla e noi abbiamo tutti i
	 motivi per farlo.</p><p></p><p>Ci vediamo il 9 ottobre ad Alba per il cor
	teo dei collettivi.</p>
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