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SUMMARY:Giornata di lotta antimilitarista. Con i disertori russi e ucraini 
	per un mondo senza eserciti e frontiere
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DESCRIPTION:Con i disertori russi ed ucraini\, per un mondo senza eserciti 
	e frontiere\n\nSabato 22 febbraio\ngiornata di lotta antimilitarista!\nOre
	 11 presidio al Balon\n\nFermiamo la guerra dall'Ucraina a Gaza\, dal Suda
	n al Kurdistan\, dallo Yemen al\nCongo…\n\nSono passati tre anni dall’acce
	lerazione violenta della guerra impressa\ndall’invasione russa dell’Ucrain
	a ed il conflitto si inasprisce sempre di più.\nLe guerre insanguinano vas
	te aree del pianeta in una spirale che sembra non aver\nfine. A Gaza\, dop
	o 14 mesi di massacri\, la tregua è sempre più fragile: gli\nStati Uniti s
	offiano sul fuoco spingendo per la pulizia etnica e la deportazione\ndei g
	azawi. Se si aggiungono il conflitto nel Mar Rosso\, il moltiplicarsi gli\
	nattacchi turchi in Rojava\, le tensioni per Taiwan\, il perdurare dei con
	flitti\nper il controllo delle risorse nel continente africano\, il rischi
	o di una\nguerra\, anche nucleare\, su scala planetaria è una possibilità 
	reale.\nOpporsi concretamente è un’urgenza ineludibile.\n\nLa guerra in Uc
	raina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di\nenorme portat
	a.\nIl prezzo di questa guerra lo pagano le popolazioni ucraine e russe.\n
	Lo pagano oppositori\, sabotatori\, obiettori e disertori che subiscono pe
	staggi\,\nprocessi e carcere.\nLo paghiamo noi tutti stretti nella spirale
	 dell’inflazione\, tra salari e\npensioni da fame e fitti e bollette in co
	stante aumento.\nIl governo italiano si è schierato in questa guerra invia
	ndo armi\, arrivando a\nschierare 3.500 militari nelle missioni in ambito 
	NATO nell’est europeo e nel\nMar Nero.\nL’Italia è impegnata in ben 43 mis
	sioni militari all’estero\, in buona parte in\nAfrica\, dove le truppe tri
	colori fanno la guerra ai migranti e difendono gli\ninteressi di colossi c
	ome l’ENI.\nL’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra\, contribuendo d
	irettamente alle\nguerre di ogni dove.\n\nTorino punta tutto sull’industri
	a bellica per il rilancio dell’economia.\nUn’economia di morte.\nLa nostra
	 città è uno dei maggiori poli dell’industria bellica aerospaziale.\nEd è 
	a Torino che sorgerà la Città dell’Aerospazio\, un centro di eccellenza pe
	r\nl’industria bellica aerospaziale promosso dal colosso armiero Leonardo 
	e dal\nPolitecnico subalpino. La Città dell’Aerospazio ospiterà un acceler
	atore\nd’innovazione nel campo della Difesa\, uno dei nove nodi europei de
	l Defence\nInnovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A)\, una
	 struttura della\nNATO.\nProgetti di morte che è impegno di tutt* inceppar
	e.\n\nOccorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria belli
	ca il motore\nche renderà più prospera la nostra città. Un’economia di gue
	rra produce solo\naltra guerra.\nProvate ad immaginare quante scuole\, osp
	edali\, trasporti pubblici di prossimità\nsi potrebbero finanziare se la r
	icerca e la produzione venissero usate per la\nvita di noi tutti\, per la 
	cura invece che per la guerra.\n\nLa guerra è anche interna.\nIl governo r
	isponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di\nordine 
	pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle\nper
	iferie povere\, nei CPR\, nelle stazioni\, sui confini.\nIl comitato per l
	’ordine e la sicurezza ha dichiarato zone a sorveglianza\nrinforzata Barri
	era\, Aurora\, San Salvario\, il centro cittadino.\nCome se non bastasse i
	l ministro della Difesa ha annunciato la costituzione di\nuna “riserva”\, 
	un corpo di 10.000 militari volontari in addestramento perenne\nche posson
	o essere richiamati per far fronte a qualsiasi “emergenza” interna.\n\nIl 
	governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria\, i “sacri”\nco
	nfini\, l’esaltazione della guerra. Le scuole e le università sono divenut
	e\nterreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze.\n\
	nIn Russia e in Ucraina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per
	 chi si\noppone alla guerra.\nNoi facciamo nostra questa lotta contro le f
	rontiere\, per l’accoglienza di\nobiettor\, renitent\, disertor* da entram
	bi i paesi.\n\nNoi non ci arruoliamo né con la NATO\, né con la Russia. Ri
	gettiamo i vergognosi\ngiochini di Trump\, Putin e dell’UE sulla pelle di 
	popolazioni stremate dalla\nguerra\, messe a tacere da regimi\, che in Rus
	sia come in Ucraina\, gettano in\ngalera chi vi si oppone concretamente.\n
	\nSolo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo
	 di\nlibere ed uguali che può porre fine alle guerre.\n\nOggi ci vorrebber
	o tutti arruolati.\nNoi disertiamo.\nNoi non ci arruoliamo a fianco di que
	sto o quello stato imperialista. Rifiutiamo\nla retorica patriottica come 
	elemento di legittimazione degli Stati e delle loro\npretese espansionisti
	che. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.\n\nNoi siamo al fianco 
	di chi\, in ogni angolo della terra\, diserta la guerra.\n\nVogliamo un mo
	ndo senza frontiere\, eserciti\, oppressione\, sfruttamento e guerra.\n\nC
	oordinamento contro la guerra e la arma\nantimilitarista.to@gmail.com
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	er un mondo senza eserciti e frontiere<br><br>Sabato 22 febbraio <br>giorn
	ata di lotta antimilitarista!<br>Ore 11 presidio al Balon<br><br>Fermiamo 
	la guerra dall'Ucraina a Gaza, dal Sudan al Kurdistan, dallo Yemen al Cong
	o…<br><br>Sono passati tre anni dall’accelerazione violenta della guerra i
	mpressa dall’invasione russa dell’Ucraina ed il conflitto si inasprisce se
	mpre di più. <br>Le guerre insanguinano vaste aree del pianeta in una spir
	ale che sembra non aver fine. A Gaza, dopo 14 mesi di massacri, la tregua 
	è sempre più fragile: gli Stati Uniti soffiano sul fuoco spingendo per la 
	pulizia etnica e la deportazione dei gazawi. Se si aggiungono il conflitto
	 nel Mar Rosso, il moltiplicarsi gli attacchi turchi in Rojava, le tension
	i per Taiwan, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse ne
	l continente africano, il rischio di una guerra, anche nucleare, su scala 
	planetaria è una possibilità reale.<br>Opporsi concretamente è un’urgenza 
	ineludibile.<br><br>La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro in
	terimperialistico di enorme portata.<br>Il prezzo di questa guerra lo paga
	no le popolazioni ucraine e russe.<br>Lo pagano oppositori, sabotatori, ob
	iettori e disertori che subiscono pestaggi, processi e carcere.<br>Lo pagh
	iamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione, tra salari e pension
	i da fame e fitti e bollette in costante aumento.<br>Il governo italiano s
	i è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a schierare 3.500 
	militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero.<br
	>L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero, in buona par
	te in Africa, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difen
	dono gli interessi di colossi come l’ENI.<br>L’Italia vende armi a tutti i
	 paesi in guerra, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove. <br>
	<br>Torino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economi
	a. Un’economia di morte.<br>La nostra città è uno dei maggiori poli dell’i
	ndustria bellica aerospaziale.<br>Ed è a Torino che sorgerà la Città dell’
	Aerospazio, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale p
	romosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino. La Città
	 dell’Aerospazio ospiterà un acceleratore d’innovazione nel campo della Di
	fesa, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the
	 North Atlantic (D.I.A.N.A), una struttura della NATO.<br>Progetti di mort
	e che è impegno di tutt* inceppare. <br><br>Occorre capovolgere la logica 
	perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prosper
	a la nostra città. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.<br>Pro
	vate ad immaginare quante scuole, ospedali, trasporti pubblici di prossimi
	tà si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate 
	per la vita di noi tutti, per la cura invece che per la guerra.<br><br>La 
	guerra è anche interna. <br>Il governo risponde alla povertà trattando le 
	questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazion
	e “strade sicure” li trovate nelle periferie povere, nei CPR, nelle stazio
	ni, sui confini.<br>Il comitato per l’ordine e la sicurezza ha dichiarato 
	zone a sorveglianza rinforzata Barriera, Aurora, San Salvario, il centro c
	ittadino. <br>Come se non bastasse il ministro della Difesa ha annunciato 
	la costituzione di una “riserva”, un corpo di 10.000 militari volontari in
	 addestramento perenne che possono essere richiamati per far fronte a qual
	siasi “emergenza” interna.<br><br></strong>Il governo di estrema destra al
	imenta la retorica identitaria, i “sacri” confini, l’esaltazione della gue
	rra. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’ar
	ruolamento dei corpi e delle coscienze. <strong><br><br>In Russia e in Ucr
	aina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla
	 guerra.<br>Noi facciamo nostra questa lotta contro le frontiere, per l’ac
	coglienza di obiettor, renitent, disertor* da entrambi i paesi.<br><br>Noi
	 non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergogno
	si giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate 
	dalla guerra, messe a tacere da regimi, che in Russia come in Ucraina, get
	tano in galera chi vi si oppone concretamente. <br><br>Solo un’umanità int
	ernazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali 
	che può porre fine alle guerre. <br><br>Oggi ci vorrebbero tutti arruolati
	. <br>Noi disertiamo. </strong><br>Noi non ci arruoliamo a fianco di quest
	o o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come ele
	mento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche.
	 In ogni dove. <strong>Non ci sono nazionalismi buoni.</strong><br><br>Noi
	 siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.<br
	><br><strong>Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfr
	uttamento e guerra.</strong><br><br>Coordinamento contro la guerra e la ar
	ma<br>antimilitarista.to@gmail.com</p>
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