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SUMMARY:Pranzo benefit per progetti di controinformazione in tema sanitario
	\, educativo e di controllo sociale
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DESCRIPTION:Le OSTI-NATE tornano alla gelateria popolare con un pranzo bene
	fit per progetti\ndi controinformazione e azione diretta in tema sanitario
	\, educativo e di\ncontrollo sociale....pranzo a buffet a 10€ bevanda incl
	usa e a seguire\npomeriggio in strada con giochi e letture. Prenotazioni t
	ramite sms o whatsapp\nal numero 3479905184. Gelateria popolare di via mam
	eli 6 Torino...non mancate!\n\n * - -\n\n\n\nIL FILO CHE CI UNISCE\n\nSe a
	pparentemente alcune lotte che vengono portate avanti\, (come quelle in\nd
	ifesa della terra e dei territori o quelle per la libertà e la tutela dei\
	ndiritti)\, potrebbero sembrare slegate tra loro\, vi è invece un filo inv
	isibile\nche le collega tutte.\n\nPensiamo alla lotta di Alfredo Cospito\,
	 che ha deciso di mettere in gioco la\npropria vita con uno sciopero della
	 fame\, che dura dal 20 ottobre 2022\, per\ncombattere un dispositivo pena
	le\, che anche la Corte europea per i diritti umani\nconsidera lesivo dell
	a dignità del detenuto\, definendola vera e propria tortura\,\nquello del 
	41 bis e dell'ergastolo ostativo. In questo modo Alfredo mette in\nrisalto
	 l'ipocrisia dello stato democratico che applica una pena che di fatto è\n
	una tortura legalizzata\, inflitta per tentare di sedare gli animi più ost
	ili e\nsottometterli al proprio interesse. Con la sua lotta urla il suo di
	ritto di\nvivere una vita degna di essere vissuta\, cosa che il 41 bis non
	 può certo\nrendere possibile\, poichè pensato e strutturato unicamente pe
	r annientare. La\nvicenda di Alfredo mostra chiaramente come lo Stato Ital
	iano sia disposto a\nsotterrare un anarchico al 41 bis e se necessario las
	ciarlo morire dentro\, con\nil solo intento di "mostrare i muscoli" e lanc
	iare un chiaro monito a chiunque\nabbia il coraggio di lottare contro ques
	to esistente.\n\nPensiamo alla lotta contro l'estradizione di Vincenzo Vec
	chi raggiunto da un\nmandato d'arresto europeo per una condanna di oltre 1
	0 anni per la\nmanifestazione di Genova del 2001. Un compagno che viene ri
	cercato per anni e\nostinatamente richiesto in patria dall’Italia per scon
	tare una condanna relativa\na fatti di piazza accaduti più di 20 anni fa\,
	 una piazza che aveva assistito\nalla violenza dello Stato nella sua massi
	ma espressione con l'uccisione di Carlo\nGiuliani\, la mattanza degli atti
	visti nella scuola Diaz\, le violenze nella\ncaserma di Bolzaneto. Nonosta
	nte la sua accertata responsabilità in tutti quegli\natti di violenza perp
	etrati dai suoi sgherri in divisa\, lo stato ha\nostinatamente continuato 
	e prosegue nella sua ricerca di vendetta per impedire\nche si ricreino deg
	li eventi così ampi\, come quello del G8 di Genova\, e che\naltri gruppi o
	 individui trovino il coraggio di opporsi alle ingiustizie.\n\nPensiamo al
	la lotta contro la costruzione del bio-laboratorio sperimentale di\nclasse
	 BLS3 di Pesaro\, una struttura in grado di garantire sperimentazioni e\nm
	anipolazioni - in vivo e in vitro - di agenti virali pericolosi per la sal
	ute\nanimale e dell’uomo. Un laboratorio Zooprofilattico con annesse stall
	e di\ncontenimento per animali infetti\, e con questo non vi sono dubbi su
	ll'uso della\nsperimentazione sugli animali con tutto quello che ne concer
	ne in fatto di\ntorture. Non un primo bio-laboratorio per l'Italia\, ve ne
	 sono già di presenti\nsul territorio\, come quello dell'università di Tre
	viso che sta passando da un\nlivello di sicurezza 3 ad un livello 4\, lo s
	tesso\, per farci un’idea\, di quello\nche si trova nella tristemente nota
	 città di Wuhan in Cina\, e che ha ottenuto\ndal governo\, attraverso un d
	ecreto-legge\, la totale immunità per i ricercatori e\nper tutto quello ch
	e svolgono all'interno dei bio-laboratori. Immunità che ci fa\ntornare all
	a mente quella concessa ai medici vaccinatori\, durante la pandemia\,\nper
	 scaricarli di ogni\n\nresponsabilità a seguito di eventuali problematiche
	 scaturite dalla vaccinazione\ncoatta. Di livello 4 è anche il bio-laborat
	orio di Sigonella allestito\nall'interno di una zona militare\, quindi sen
	za accessibilità né trasparenza su\nciò che viene realizzato al suo intern
	o\, nonché finanziato direttamente dal\nPentagono. I presupposti non sono 
	per niente buoni ma non finisce qui\, il PNRR\nprevede la costruzione di u
	n bio-laboratorio zooprofilattico per ogni regione\nd'Italia\, per questo 
	è particolarmente importante opporsi collettivamente contro\nla costruzion
	e del bio-laboratorio di Pesaro\, perché se verrà realizzato\ncostituirà l
	'apripista per tutti quelli successivi.\n\nOltretutto\, vista l'elevata sp
	ecializzazione delle attività che si svolgono\nall’interno di questi labor
	atori\, saremo sempre più dipendenti dagli specialisti\n(anch’essi ignari 
	del quadro generale su cui agiscono) e soprattutto dai\npolitici\, dai mil
	itari e dalle multinazionali che li gestiscono. Con quale animo\npotremmo 
	mai affidarci e fidarci di questi loschi individui\, visti i numerosi\npre
	cedenti drammatici riguardo alla gestione della salute pubblica?\n\nSe da 
	un lato vi è la determinazione di chi si spende per portare avanti queste\
	nresistenze\, dall'altra abbiamo uno stato che da diverso tempo attua una\
	nmostrificazione del dissenso e si tiene stretti in modo sempre più forte 
	i suoi\npiù fedeli servitori. Come il vice questore di Trieste\, Fabio Sol
	datich\, che\ndurante i blocchi del porto di Trieste nell'ottobre 2021 att
	uava lo sgombero dei\nportuali con idranti e lacrimogeni\, quegli uomini e
	 quelle donne che con il solo\nproprio corpo e la propria determinazione s
	i opponevano alle leggi che\nimponevano a tutta la popolazione il ricatto 
	del green pass per accedere ai\nluoghi di lavoro e non solo. Ora quest’uom
	o viene promosso a primo dirigente\ndella Polizia di Stato.\n\nLe vicende 
	si intrecciano mettendo a nudo la vera natura della giustizia\nitaliana ar
	bitraria e violenta al servizio del padrone\, usata per reprimere e\nschia
	cciare chi si ribella ed alza la testa. Come possiamo intuire il messaggio
	\nè chiaro ed è rivolto a tutte e tutti\, non verranno tollerate forme di 
	dissenso\,\nma verranno represse con durezza e intransigenza. Noi non vogl
	iamo abbassare la\ntesta ed obbedire acriticamente al mondo di sfruttament
	o che ci stanno tessendo\nattorno\, mentre le nostre condizioni di vita pe
	ggiorano di giorno in giorno\, non\nvogliamo ritrovarci a rinunciare alle 
	nostre libertà fondamentali ed arrenderci\nal controllo totale sulle nostr
	e esistenze. Non ci rimangono altro che la\nresistenza e la solidarietà\, 
	il sostegno e il supporto alle varie lotte\,\nvogliamo tenere stretto quel
	 filo che le unisce tutte verso un futuro da\nripensare e reinventare\, fu
	ori dalle solite logiche del profitto e del potere.\nPer tutto questo\, co
	ntinuiamo ad essere qui e continueremo ad esserci\, per dare\nil nostro ap
	poggio alle varie realtà che resistono\, fermamente convinte che\n“Uniti s
	iamo una marea inarrestabile”.\n\nTorino\, 2 Aprile 2023\n\nLe osti-nate
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	e con un pranzo benefit per progetti di controinformazione e azione dirett
	a in tema sanitario, educativo e di controllo sociale....pranzo a buffet a
	 10€ bevanda inclusa e a seguire pomeriggio in strada con giochi e letture
	. Prenotazioni tramite sms o whatsapp al numero 3479905184. Gelateria popo
	lare di via mameli 6 Torino...non mancate!</p><ul><li><p>  -   -  </p></li
	></ul><p></p><p>IL FILO CHE CI UNISCE</p><p>Se apparentemente alcune lotte
	 che vengono portate avanti, (come quelle in difesa della terra e dei terr
	itori o quelle per la libertà e la tutela dei diritti), potrebbero sembrar
	e slegate tra loro, vi è invece un filo invisibile che le collega tutte.</
	p><p>Pensiamo alla lotta di Alfredo Cospito, che ha deciso di mettere in g
	ioco la propria vita con uno sciopero della fame, che dura dal 20 ottobre 
	2022, per combattere un dispositivo penale, che anche la Corte europea per
	 i diritti umani considera lesivo della dignità del detenuto, definendola 
	vera e propria tortura, quello del 41 bis e dell'ergastolo ostativo. In qu
	esto modo Alfredo mette in risalto l'ipocrisia dello stato democratico che
	 applica una pena che di fatto è una tortura legalizzata, inflitta per ten
	tare di sedare gli animi più ostili e sottometterli al proprio interesse. 
	Con la sua lotta urla il suo diritto di vivere una vita degna di essere vi
	ssuta, cosa che il 41 bis non può certo rendere possibile, poichè pensato 
	e strutturato unicamente per annientare. La vicenda di Alfredo mostra chia
	ramente come lo Stato Italiano sia disposto a sotterrare un anarchico al 4
	1 bis e se necessario lasciarlo morire dentro, con il solo intento di "mos
	trare i muscoli" e lanciare un chiaro monito a chiunque abbia il coraggio 
	di lottare contro questo esistente.</p><p>Pensiamo alla lotta contro l'est
	radizione di Vincenzo Vecchi raggiunto da un mandato d'arresto europeo per
	 una condanna di oltre 10 anni per la manifestazione di Genova del 2001. U
	n compagno che viene ricercato per anni e ostinatamente richiesto in patri
	a dall’Italia per scontare una condanna relativa a fatti di piazza accadut
	i più di 20 anni fa, una piazza che aveva assistito alla violenza dello St
	ato nella sua massima espressione con l'uccisione di Carlo Giuliani, la ma
	ttanza degli attivisti nella scuola Diaz, le violenze nella caserma di Bol
	zaneto. Nonostante la sua accertata responsabilità in tutti quegli atti di
	 violenza perpetrati dai suoi sgherri in divisa, lo stato ha ostinatamente
	 continuato e prosegue nella sua ricerca di vendetta per impedire che si r
	icreino degli eventi così ampi, come quello del G8 di Genova, e che altri 
	gruppi o individui trovino il coraggio di opporsi alle ingiustizie.</p><p>
	Pensiamo alla lotta contro la costruzione del bio-laboratorio sperimentale
	 di classe BLS3 di Pesaro, una struttura in grado di garantire sperimentaz
	ioni e manipolazioni - in vivo e in vitro - di agenti virali pericolosi pe
	r la salute animale e dell’uomo. Un laboratorio Zooprofilattico con anness
	e stalle di contenimento per animali infetti, e con questo non vi sono dub
	bi sull'uso della sperimentazione sugli animali con tutto quello che ne co
	ncerne in fatto di torture. Non un primo bio-laboratorio per l'Italia, ve 
	ne sono già di presenti sul territorio, come quello dell'università di Tre
	viso che sta passando da un livello di sicurezza 3 ad un livello 4, lo ste
	sso, per farci un’idea, di quello che si trova nella tristemente nota citt
	à di Wuhan in Cina, e che ha ottenuto dal governo, attraverso un decreto-l
	egge, la totale immunità per i ricercatori e per tutto quello che svolgono
	 all'interno dei bio-laboratori. Immunità che ci fa tornare alla mente que
	lla concessa ai medici vaccinatori, durante la pandemia, per scaricarli di
	 ogni</p><p>responsabilità a seguito di eventuali problematiche scaturite 
	dalla vaccinazione coatta. Di livello 4 è anche il bio-laboratorio di Sigo
	nella allestito all'interno di una zona militare, quindi senza accessibili
	tà né trasparenza su ciò che viene realizzato al suo interno, nonché finan
	ziato direttamente dal Pentagono. I presupposti non sono per niente buoni 
	ma non finisce qui, il PNRR prevede la costruzione di un bio-laboratorio z
	ooprofilattico per ogni regione d'Italia, per questo è particolarmente imp
	ortante opporsi collettivamente contro la costruzione del bio-laboratorio 
	di Pesaro, perché se verrà realizzato costituirà l'apripista per tutti que
	lli successivi.</p><p>Oltretutto, vista l'elevata specializzazione delle a
	ttività che si svolgono all’interno di questi laboratori, saremo sempre pi
	ù dipendenti dagli specialisti (anch’essi ignari del quadro generale su cu
	i agiscono) e soprattutto dai politici, dai militari e dalle multinazional
	i che li gestiscono. Con quale animo potremmo mai affidarci e fidarci di q
	uesti loschi individui, visti i numerosi precedenti drammatici riguardo al
	la gestione della salute pubblica?</p><p>Se da un lato vi è la determinazi
	one di chi si spende per portare avanti queste resistenze, dall'altra abbi
	amo uno stato che da diverso tempo attua una mostrificazione del dissenso 
	e si tiene stretti in modo sempre più forte i suoi più fedeli servitori. C
	ome il vice questore di Trieste, Fabio Soldatich, che durante i blocchi de
	l porto di Trieste nell'ottobre 2021 attuava lo sgombero dei portuali con 
	idranti e lacrimogeni, quegli uomini e quelle donne che con il solo propri
	o corpo e la propria determinazione si opponevano alle leggi che imponevan
	o a tutta la popolazione il ricatto del green pass per accedere ai luoghi 
	di lavoro e non solo. Ora quest’uomo viene promosso a primo dirigente dell
	a Polizia di Stato.</p><p>Le vicende si intrecciano mettendo a nudo la ver
	a natura della giustizia italiana arbitraria e violenta al servizio del pa
	drone, usata per reprimere e schiacciare chi si ribella ed alza la testa. 
	Come possiamo intuire il messaggio è chiaro ed è rivolto a tutte e tutti, 
	non verranno tollerate forme di dissenso, ma verranno represse con durezza
	 e intransigenza. Noi non vogliamo abbassare la testa ed obbedire acritica
	mente al mondo di sfruttamento che ci stanno tessendo attorno, mentre le n
	ostre condizioni di vita peggiorano di giorno in giorno, non vogliamo ritr
	ovarci a rinunciare alle nostre libertà fondamentali ed arrenderci al cont
	rollo totale sulle nostre esistenze. Non ci rimangono altro che la resiste
	nza e la solidarietà, il sostegno e il supporto alle varie lotte, vogliamo
	 tenere stretto quel filo che le unisce tutte verso un futuro da ripensare
	 e reinventare, fuori dalle solite logiche del profitto e del potere. Per 
	tutto questo, continuiamo ad essere qui e continueremo ad esserci, per dar
	e il nostro appoggio alle varie realtà che resistono, fermamente convinte 
	che “Uniti siamo una marea inarrestabile”.</p><p>Torino, 2 Aprile 2023</p>
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