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DESCRIPTION:TORINO È CONTRO IL RIARMO!\n\nCORTEO SABATO 24 OTTOBRE\n\n“Noi 
	la guerra non la paghiamo”\n\nNasce dal percorso cittadino che ha visto un
	a tappa il 19-20 settembre scorso\nuna data di mobilitazione cittadina con
	 respiro regionale per Sabato 24 Ottobre:\ncontro il riarmo\, contro il ca
	ro-benzina\, contro i data center e per rivendicare\nrisorse per salute\, 
	formazione e casa. Sulla pagina Instagram TORINO CONTRO IL\nRIARMO https:/
	/www.instagram.com/torinocontroilriarmo?stkn=MTBydXd0b2VlbWhmcQ==\n[https:
	//www.instagram.com/torinocontroilriarmo?stkn=MTBydXd0b2VlbWhmcQ==] si\ntr
	ovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.\n\nDi seguito ripubbl
	ichiamo l’indizione.\n\nLa crisi della città di Torino e della regione Pie
	monte non vedrà alcuna\npossibilità di fuoriuscita con la conversione dei 
	territori\, delle industrie\,\ndelle scuole e della ricerca in chiave bell
	ica. Le poche risorse esistenti oggi\nnon devono andare alle armi ma a san
	ità\, formazione\, casa e reale presa in\ncarico e gestione dei territori 
	a livello energetico e ecologico.\n\nAssenza di pianificazione\, processo 
	di privatizzazione\, consumo di suolo e\nspeculazione energetica\, oltre a
	lla svendita a big tech americane di intere\nporzioni di territorio cittad
	ino e piemontese per la corsa all’oro dei data\ncenter\, sono le questioni
	 da contrastare. Non pagheremo i costi della cosiddetta\ntransizione green
	\, che impone il ritorno al nucleare\, truffa del governo\,\ninsostenibile
	 sia economicamente che ecologicamente. Basta con grandi opere\ninutili co
	me il tav\, vogliamo investimenti nella cura e manutenzione del\nterritori
	o oltre che per il trasporto pubblico. Non vogliamo la militarizzazione\nd
	ei quartieri\, da Barriera di Milano a Vanchiglia. Quest’ultimo segnato da
	lla\npresenza costante e inutile di forze dell’ordine a seguito dello sgom
	bero del\ncentro sociale Askatasuna\, spazio che vogliamo venga restituito
	 al quartiere e\nche possa ritornare a vivere. Così come rifiutiamo la sve
	ndita di pezzi di città\na fondi speculativi come BlackRock e patrimonio a
	bitativo pubblico ridotto in\nbriciole\, sono dinamiche da fermare immedia
	tamente.\n\nLe scuole e le università diventano il terreno di propaganda m
	ilitarista\,\nbellica e patriottica\, contaminando saperi e trasformando g
	li istituti\nscolastici in caserme. Mentre le scuole crollano\, le Univers
	ità cullano la\nrivoluzione tecnologica utile ad alimentare il complesso\n
	accademico-militare-industriale. Il riarmo erode le briciole destinate all
	a\nformazione e a una sanità in completa crisi: liste d’attesa\, privatizz
	azione\,\nchiusura di poliambulatori in favore di case di comunità inesist
	enti\, aumento\ndel ticket sanitario a seguito della cancellazione del bol
	lo auto\, sono solo\nalcuni aspetti. Ma i soldi per la costruzione di mega
	 ospedali come quello che\ndovrebbe sorgere nel parco della Pellerina si t
	rovano\, mettendo in\ncontrapposizione ambiente-salute.\n\nOggi la propaga
	nda dell’amministrazione si piega alle necessità delle industrie\nbelliche
	 e dei capitali privati\, unici investitori nella crisi perché è proprio\n
	nel processo di finanziarizzazione che i grandi fondi o monopoli possono a
	ncora\nfare profitto. Il lavoro non è in crisi soltanto perché a Torino no
	n esiste più\nla FIAT\, ma perché si muore per lavorare\, perché chi studi
	a e si forma non ha\nalcuna garanzia e lavora in condizioni pessime\, perc
	hé il lavoro è organizzato\nin funzione di rendere la popolazione disponib
	ile e ricattabile. La fuoriuscita\ndalla crisi è possibile solo se insieme
	 ci si organizza dal basso per\nriappropriarsi di ciò che è utile ad una v
	ita dignitosa\, senza guerra e in cui\nle nostre poche ricchezze non venga
	no espropriate.\n\nIn questa città abbiamo saputo porre delle questioni fo
	ndamentali sul piatto: il\nterreno del dibattito pubblico lo vogliamo dett
	are noi a partire da un percorso\ndi partecipazione collettiva e dal basso
	\, a partire dalle esigenze delle lotte.\nLa vivacità dei giovani\, il ris
	catto collettivo che la Palestina ci ha dato\, la\npossibilità di vivere b
	loccando la logistica di guerra di una città dove ogni\narteria è complice
	 di un futuro di morte e genocidio\, la vittoria di essere in\npiazza ogni
	 giorno liberandosi dal lavoro e di riconoscersi nelle dimensioni di\nconf
	ronto e di incontro è un patrimonio prezioso che sarà la bussola per andar
	e\navanti.\n\nTorino è partigiana perché ha saputo e continuerà a schierar
	si dalla parte\ngiusta della storia.\n\nAska47 - Csa Murazzi\n[https://www
	.facebook.com/csa.murazzi89?__cft__[0]=AZhM1dMAiCb9heC9sfEj9AYcL61y7N4JPRB
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	i mobilitazione cittadina con respiro regionale per Sabato 24 Ottobre: con
	tro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendic
	are risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina Instagram TORINO C
	ONTRO IL RIARMO <a href="https://www.instagram.com/torinocontroilriarmo?st
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	 lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.</p><p>Di seguito ripubblichia
	mo l’indizione.</p><p>La crisi della città di Torino e della regione Piemo
	nte non vedrà alcuna possibilità di fuoriuscita con la conversione dei ter
	ritori, delle industrie, delle scuole e della ricerca in chiave bellica. L
	e poche risorse esistenti oggi non devono andare alle armi ma a sanità, fo
	rmazione, casa e reale presa in carico e gestione dei territori a livello 
	energetico e ecologico. </p><p>Assenza di pianificazione, processo di priv
	atizzazione, consumo di suolo e speculazione energetica, oltre alla svendi
	ta a big tech americane di intere porzioni di territorio cittadino e piemo
	ntese per la corsa all’oro dei data center, sono le questioni da contrasta
	re. Non pagheremo i costi della cosiddetta transizione green, che impone i
	l ritorno al nucleare, truffa del governo, insostenibile sia economicament
	e che ecologicamente. Basta con grandi opere inutili come il tav, vogliamo
	 investimenti nella cura e manutenzione del territorio oltre che per il tr
	asporto pubblico. Non vogliamo la militarizzazione dei quartieri, da Barri
	era di Milano a Vanchiglia. Quest’ultimo  segnato dalla presenza costante 
	e inutile di forze dell’ordine a seguito dello sgombero del centro sociale
	 Askatasuna, spazio che vogliamo venga restituito al quartiere e che possa
	 ritornare a vivere. Così come rifiutiamo  la svendita di pezzi di città a
	 fondi speculativi come BlackRock e patrimonio abitativo pubblico ridotto 
	in briciole, sono dinamiche da fermare immediatamente. </p><p>Le scuole e 
	le università diventano il terreno di propaganda militarista, bellica e pa
	triottica, contaminando saperi e trasformando gli istituti scolastici in c
	aserme. Mentre le scuole crollano, le Università cullano la rivoluzione te
	cnologica utile ad alimentare il complesso accademico-militare-industriale
	. Il riarmo erode le briciole destinate alla formazione e a una sanità in 
	completa crisi: liste d’attesa, privatizzazione, chiusura di poliambulator
	i in favore di case di comunità inesistenti, aumento del ticket sanitario 
	a seguito della cancellazione del bollo auto, sono solo alcuni aspetti. Ma
	 i soldi per la costruzione di mega ospedali come quello che dovrebbe sorg
	ere nel parco della Pellerina si trovano, mettendo in contrapposizione amb
	iente-salute.</p><p>Oggi la propaganda dell’amministrazione si piega alle 
	necessità delle industrie belliche e dei capitali privati, unici investito
	ri nella crisi perché è proprio nel processo di finanziarizzazione che i g
	randi fondi o monopoli possono ancora fare profitto. Il lavoro non è in cr
	isi soltanto perché a Torino non esiste più la FIAT, ma perché si muore pe
	r lavorare, perché chi studia e si forma non ha alcuna garanzia e lavora i
	n condizioni pessime, perché il lavoro è organizzato in funzione di render
	e la popolazione disponibile e ricattabile. La fuoriuscita dalla crisi è p
	ossibile solo se insieme ci si organizza dal basso per riappropriarsi di c
	iò che è utile ad una vita dignitosa, senza guerra e in cui le nostre poch
	e ricchezze non vengano espropriate. </p><p>In questa città abbiamo saputo
	 porre delle questioni fondamentali sul piatto: il terreno del dibattito p
	ubblico lo vogliamo dettare noi a partire da un percorso di partecipazione
	 collettiva e dal basso, a partire dalle esigenze delle lotte. La vivacità
	 dei giovani, il riscatto collettivo che la Palestina ci ha dato, la possi
	bilità di vivere bloccando la logistica di guerra di una città dove ogni a
	rteria è complice di un futuro di morte e genocidio, la vittoria di essere
	 in piazza ogni giorno liberandosi dal lavoro e di riconoscersi nelle dime
	nsioni di confronto e di incontro è un patrimonio prezioso che sarà la bus
	sola per andare avanti. </p><p>Torino è partigiana perché ha saputo e cont
	inuerà a schierarsi dalla parte giusta della storia.</p><p><a href="https:
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