Primo Maggio Anarchico Contro Stato e Padroni
Wed, 1 May (08:00-13:30), a year ago
Torino, piazza Vittorio - Piazza Vittorio Veneto, Torino (TO)
Spezzone rosso e nero al corteo del primo maggio, contro stato e padroni!
Appuntamento dalle ore 8 in Piazza Vittorio Veneto.

Dopo il corteo pranzo del Primo Maggio 
alla Federazione Anarchica Torinese in corso Palermo, 46.
Benefit lotte sociali.
Per prenotare spedire una mail all'indirizzo fai_torino@autistici.org

STATO DI POLIZIA
I più giovani l’hanno sentito raccontare dagli anziani. Trent’anni fa si stava meglio di oggi. Le scuole costavano poco, non c’erano ticket per medicine, esami e visite mediche, gli affitti erano bassi, poche persone vivevano in strada, si andava in pensione dopo 35 anni di lavoro, si lavorava meno per salari più alti. 
Quello che i poveri avevano ottenuto era frutto di lotte durissime condotte insieme nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle scuole. 
I lavoratori e le lavoratrici si sono battuti per riprendersi parte di quello che ci viene rubato dai padroni, che si arricchiscono sfruttando il lavoro degli altri.
C’è stato un tempo in cui i poveri hanno fatto paura ai governi e agli imprenditori, che temevano per le loro poltrone e per i loro profitti, avevano timore che non ci accontentassimo, che li cacciassimo via, che abolissimo la proprietà privata e decidessimo di autogovernarci.
In trent’anni si sono ripresi tutto. 
Salute istruzione sono per chi se le può permettere, i salari sono diminuiti, le ore di lavoro cresciute, la gente finisce in strada perché non può pagare l’affitto. Il lavoro, quando c’è, è sempre più pericoloso, precario, malpagato. La lista dei lavoratori uccisi dal lavoro si allunga, i giovani campano di lavoretti, gli anziani non possono andare in pensione. 
Il “governo del cambiamento” ha promesso di rendere migliori le nostre vite. 
Non è vero. 
Il governo Lega – 5 Stelle ha detto di aver ridotto l’età della pensione e di aver dato un reddito ai più poveri.
Tanta retorica per una grossa truffa. La legge Fornero NON è stata abolita. Chi rientra nella quota 100 prenderà una pensione molto più bassa di chi ci andrà a 67 anni, perché il sistema di calcolo della pensione resterà quello fissato dalla legge Fornero.
Potremo scegliere tra smettere di lavorare e fare la fame o continuare a lavorare finché non moriamo. 
Il reddito di cittadinanza sono quattro soldi per chi dimostra di “meritarli”, accettando di lavorare gratis, di prendere qualsiasi lavoro anche a 100 chilometri da casa, di spenderlo con una tessera a punti dove e come decide il governo. Chi ha la sfortuna di essere nato altrove non avrà nemmeno l’elemosina destinata agli altri. 
I diktat sono chiari: “la proprietà privata è sacra” e va difesa con le armi e il reddito di schiavitù. Il fondamento della società è la famiglia “naturale”, dove le donne fanno gratis i lavori di cura di figli, anziani, disabili per sopperire ai servizi che non ci sono.
Aumentano le spese per le armi e le missioni di guerra all’estero, nel Mediterraneo e nelle nostre strade, per impedire e reprimere le insorgenze sociali. 
I quartieri popolari di Torino sono stretti in una morsa militare, con strade bloccate e controlli a tappeto, tra sgomberi e violenza poliziesca. Stanno attaccando gli anarchici, per difendere le riqualificazioni escludenti che stanno spingendo ai margini i più poveri. Sanno che Torino è una polveriera sociale, che la gente è stanca di precarietà, sfratti, elemosina di Stato. 
Il governo soffia sul fuoco della guerra tra poveri per dividerci e metterci gli uni contro gli altri, per convincerci che il nostro nemico non sono i padroni che ci rubano la vita ma la gente come noi, che, come tanti di noi, alcuni decenni fa, ha lasciato il proprio paese per stare meglio. 
Il pacchetto sicurezza colpisce gli immigrati e chi lotta. In questi giorni migliaia di persone che vivono e lavorano nel nostro paese vengono cacciate dai centri di accoglienza, perché è stata cancellata la protezione umanitaria. Il governo sta trasformando in clandestini anche i neonati. Hanno stanziato fondi per aumentare i poliziotti per le strade, per pagare i voli di deportazione, sperando che la gente cada nella trappola di non saper più riconoscere il nemico di classe. Per i padroni siamo tutti uguali, perché gli interessa il colore dei soldi non quello della pelle. 
Chi occupa una casa per dare un tetto a se e ai propri figli rischia lunghe pene detentive. I lavoratori che fanno un blocco per obbligare chi li sfrutta e deruba ogni giorno a mollare più soldi, più libertà, meno ore di lavoro, meno controlli elettronici non avranno una semplice multa ma la detenzione sino a sei anni. 
Un incubo totalitario. Se non ci opponiamo ora, il domani potrebbe essere più scuro di un oggi già nero. 
Potremmo vivere tutti bene e a lungo. Il lavoro davvero necessario, quello che serve a tutti, potrebbe durare poche ore ed essere ben pagato. 
I senza casa, i senza reddito, gli sfruttati sono di tutti i colori, di tutte le etnie di tutte le lingue. In Veneto e in Lombardia cacciano i bimbi immigrati dalle mense. A Torino gli asili chiudono perché tanti non possono pagare le rette: fuori restano bimbi italiani e bimbi figli di immigrati cui è negata la cittadinanza. Ma per strada o nei cortili delle scuole quei bambini giocano insieme e ci raccontano dell’altro mondo che potremmo costruire insieme. 

Un mondo senza padroni, senza eserciti, senza governi, senza frontiere è possibile. Dipende da noi renderlo vero, dipende da noi fare nuovamente paura ai padroni. Non bisogna aspettarsi nulla dai governi, solo autorganizzandoci e lottando potremo vivere meglio. 

Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46 – riunioni ogni giovedì alle 21
www.anarresinfo.noblogs.org
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