56 ANNI DALLA MORTE DI PINELLI, L'INDIFFERENZA CONTINUA
56 ANNI DALLA MORTE DI PINELLI
L'INDIFFERENZA CONTINUA
Lo stato massacra nelle piazze, nelle carceri, nei cpr, nelle scuole, nelle strade, sul posto di lavoro, nelle case, nelle questure e sulle frontiere.
L'ignoranza volontaria e diffusa legittima le carneficine.
Giusto l'anno scorso i carabinieri hanno ucciso Ramy durante un inseguimento e hanno occultato le prove.
Il celare è una metodologia che si ripresenta costantemente.
Ricordiamo l'assassino di Carlo Giuliani nel 2001 al G8 di Genova, sfregiato al volto post mortem da un poliziotto con una pietra per occultare i segni del proprio delitto.
Anche nelle carceri e nei CPR lo stato affonda il suo coltello.
Nel 2020 nel CPR di Torino si è suicidato Moussa Balde, in seguito al pestaggio di un gruppo di neofascisti a Ventimiglia, rinchiuso nel lager nonostante non fosse stato ritenuto idoneo al trattenimento.Anche le carceri continuano ad essere simbolo della violenza dello stato.
Ne sono testimoni Katiuscia Favero, suicidatasi in carcere dopo aver denunciato uno stupro da parte di due infermieri nel reparto di psichiatria nel quale era stata precedentemente reclusa, e Sole e Baleno, utilizzati come pretesto per compiere arresti e incarceramenti a causa di un ordigno esploso in valsusa, che in seguito si suicidarono in carcere.
E ora ricordiamo il defenestramento da parte della polizia dell'anarchico Pinelli, buttato dal quarto piano della questura di Milano, per trovare un capro espiatorio per l'attentato di piazza fontana del 12 dicembre 1969, insabbiando poi completamente l'omicidio di stato.
CONTRO LO STATO ED OGNI SUO MEZZO DI REPRESSIONE
LIBERX TUTTX