PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM PERSEPOLIS

PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM PERSEPOLIS

PERSEPOLIS di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud, Francia, 2007, 95 minuti

Da bambina, Marjane comprende poco del tumulto che la circonda. A otto anni, quando la rivoluzione islamica sostituisce lo Scià con una teocrazia, la sua reazione divertita alla rapida trasformazione della società iraniana riflette la posizione politica dei suoi genitori, i cui sogni sulla cacciata dello Scià si sgretolano di fronte al regime repressivo che lo sostituisce. Come la madre e, soprattutto, come la nonna imperiosa e sboccata, Marjane è una ragazza caparbia, che non si rassegna ai dettami della legge islamica, almeno non senza combattere. Da adolescente, sfoggia una giacca di pelle con la scritta “Punk Is Not Dead” sul retro e a scuola ostenta con orgoglio i suoi dischi di contrabbando degli ABBA. Persepolis deve gran parte del suo fascino allo spirito ribelle della sua protagonista. Le immagini inquietanti dei vicini torturati dalla polizia segreta sono compensate dalla vista della giovane Marjane che suona la chitarra con la racchetta da tennis ascoltando una cassetta degli Iron Maiden. Quando la situazione in Iran peggiora e il temperamento di Marjane si fa sempre più irritabile, i suoi genitori la mandano a Vienna, dove entra in contatto con un gruppo di sedicenti bohémien. Sebbene non abbiano l’importanza storica delle scene ambientate in Iran, le sequenze viennesi del film sono per certi versi le più incisive, forse perché la prospettiva di Satrapi adulta vi interviene maggiormente. Persepolis attesta anche il ruolo delle narrazioni diasporiche nel cuore della cultura francese. Che lo faccia senza rivendicare una statura epocale è parte della sua forza.

Si attraversa d'un fiato tutta la storia moderna dell'Iran, dal 1978 ad oggi, con Persepolis, film d'animazione molto particolare che, di fatto, è la trasposizione animata dell'omonima comic strip ideata e disegnata dall'artista Marjane Satrapi, che del film è anche regista insieme a Vincent Paronnaud. È la storia autobiografica di una bambina nel momento in cui la rivoluzione porta alla caduta dello scià, non senza violenza e sangue sparsi sulle strade. Ma il racconto è ancora all'inizio e gli occhi della piccola Marji non si spingono fino alla piazza dei massacri e alle sue orecchie non arrivano ancora le notizie di tanta sofferenza. Per lei la lotta in nome di libertà e uguaglianza rappresenta un momento esaltante di crescita e conoscenza, e tutto il resto rimane fuori campo o si insinua nell'immagine come fosse un bagliore o un suono sinistro ma velato, anche se dirompente. L'instaurazione della nuova Repubblica Islamica, però, delude tutte le aspettative ei prigionieri politici che sono usciti dal carcere stanno per farvi ritorno.

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