Grecia. Solidarietà senza confini

Grecia. Solidarietà senza confini

Lo stato greco ha vietato ogni forma di manifestazione politica e sociale. Anarchici e anarchiche sono sotto attacco: sedi sgomberate, arresti, multe.

Sabato 27 febbraio

Aperibenefit per le compagne e i compagni colpiti dalla repressione

dalle ore 17 ai giardini (Ir)reali – corso san Maurizio angolo via Rossini area ex Fenix

Vino, pastis, cuba libre, birra, the, caffè e stuzzichini veg

Interventi e DJ set con Malormone Crew

La sede di Patrasso di Nea Democratia, il partito di governo, è stata occupata dagli anarchici l’8 febbraio in sostegno alla lotta di Dimitri Koufontinas, prigioniero politico in sciopero della fame da oltre 40 giorni.

9 compagn sono stat arrestat*. Tra loro ci sono due compagni del gruppo Disinnios Ippos (Cavallo Pazzo) dell’APO, Organizzazione Politica Anarchica.

Aggiornamento al 23/02/2021:

Al 47° giorno di sciopero della fame le condizioni di salute di Dimitris si sono ulteriormente aggravate, arrivando ad un punto critico. Già ricoverato in terapia intensiva ha ora rifiutato l'idratazione intraprendendo perciò anche lo sciopero della sete. Il governo greco, piuttosto che riconoscere le sue legittime richieste, sembra voler disporre l'alimentazione forzata.

Di seguito l’appello dei compagni e le compagne di Patrasso alla solidarietà internazionale:

"Il coprifuoco generalizzato imposto dallo stato insieme alle condizioni senza precedenti dovute allo scoppio della pandemia di Covid-19, hanno dimostrato il carattere criminale, parassitario e antisociale dello stato, che non è interessato alle vite della gente, ma soltanto a massimizzare i profitti dei padroni. Si preoccupano solo del salvataggio dell'economia e del ritorno alla normalità capitalista.

Lo statο ha imposto il divieto di azione politica e sociale. Le manifestazioni e ogni tipo di protesta vengono definite “bombe sanitarie”. Ricordiamo le manifestazioni del 17 novembre e 6 dicembre, lo sciopero del 26 novembre, le manifestazioni degli studenti contro la ristrutturazione dell’educazione, le mobilitazioni di solidarietà con il prigioniero politico Dimitris Koufontinas, che dall’8 gennaio ha iniziato uno sciopero della fame, le manifestazioni contro la gestione statale della pandemia. Tutte devono affrontare la repressione violenta dallo Stato.

Usando “la diffusione del virus” come una falsa giustificazione, lo stato cerca di normalizzare lo stato di emergenza ed imporre un lockdown politico contro i propri nemici politici, sociali e di classe. Alle persone che lottano, hanno imposto multe ed accuse inesistenti, gli edifici occupati e altri centri sociali sono sgomberati o attaccati. L'obiettivo dello Stato, in particolare per gli anarchici e i gruppi socio-politici più radicali è di imporre un divieto totale e farli scomparire.

Nella città di Patrasso, dall'inizio del nuovo lockdown (novembre 2020) e in mezzo a scelte di stato criminali sulla pandemia (arrivata a costare la vita a 100 persone al giorno), c’erano manifestazioni di resistenza significative contro l’imposizione del terrorismo di stato e della brutalità capitalista - in solidarietà con tutti che lottano per la vita, la salute, la casa, il cibo, l'istruzione, la libertà e la dignità.

Alle manifestazioni molte persone che resistevano ai divieti e al terrorismo statale sono state picchiate dalla polizia; gli edifici occupati e altri centri sociali sono stati messi sotto attacco, sono state imposte decine di multe e molte persone sono state arrestate. Ci aspettiamo che tra poco la repressione si intensificherà (dato che lo Stato dovrà gestire le conseguenze criminali delle sue scelte e che si intensificherà anche la resistenza sociale) e anche aumenteranno i bisogni del movimento a livello materiale, a causa dalle multe e spese processuali per diverse migliaia di euro. Molte sono anche le esigenze che nascono dalla difesa politica delle nostre strutture e delle nostre lotte.

Questo è il motivo per cui facciamo appello ad ogni militante perché ci supporti sia a livello locale che internazionale, in modo che possiamo affrontare l’ulteriore fardello dalla repressione statale insieme alla soffocante condizione sociale causata dalla gestione criminale della pandemia.

La solidarietà è la nostra arma!"

gruppo anarchico “disinios ippos” / membro di Organizzazione Anarchica Politica (APO)

Centro autogestito Epi ta Proso (87 Patreos str.)