Presidio sotto le mura del CPR di Torino
a year ago
Corso Brunelleschi
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IL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI HA UCCISO ANCORA.

Nella notte tra il 22 e il 23 maggio, Musa Balde, un giovane di 23 anni originario della Guinea, È MORTO nel Centro di detenzione per migranti di Torino.

La versione fornita dalle forze dell'ordine parla di suicidio tramite impiccagione all’interno dell'ospedaletto, struttura dedicata all'isolamento sanitario e punitivo. Le dinamiche del decesso come sempre risultano poco chiare e la morte del ragazzo è avvolta nel solito velo di omertà da parte della polizia e dell’ente gestore Gepsa. Una morte avvenuta in isolamento e senza cure, nonostante le richieste di aiuto.

I suoi compagni denunciano con forza questa situazione e hanno iniziato uno sciopero della fame e protestano dando alle fiamme parti della struttura.

A rendere questa vicenda ancora più tragica è l'aggressione razzista a colpi di spranghe subita da Musa a Ventimiglia, città in cui si trovava per sconfinare in Francia, qualche giorno prima di essere rinchiuso in corso Brunelleschi. Il ragazzo infatti è stato portato al Cpr di Torino direttamente dall'ospedale di Imperia.

Non é la prima volta che un prigioniero muore dentro un cpr. queste strutture, come le frontiere, sono fatte per annientare quelle persone che lo stato non ritiene desiderabili. Vogliamo chiarezza sul decesso, vogliamo che questo spazio di oppressione e repressione chiuda per sempre, vogliamo che le leggi razziste vengano cancellate.

Vogliamo dare dignità alla morte di questo ragazzo perché non sia l’ennesima vita senza volto e senza voce a lasciare quelle mura. Vogliamo far sentire la nostra rabbia perché la sua morte non venga congedata come un caso fortuito, come un incidente senza colpe.

Vogliamo far sentire la nostra solidarietà ai ragazzi ancora rinchiusi nel Centro.
Per questo saremo sotto quelle infami mura martedì 25 alle 18, a gridare con tutta la rabbia in corpo che i cpr sono lager!

CONTRO LE STRAGI DI STATO QUOTIDIANE
CONTRO LA DETENZIONE AMMINISTRATIVA CHE UCCIDE

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