Aperitivo benefit per gli arrestati di Barcellona

Dalle ore 16:00 aperitivo benefit a sostegno dei compagni ancora incarcerati in seguito agli scontri avvenuti a Barcellona a Febbraio.
Cibarie, bar, distro,aggiornamenti sui processi, musica e dj set.

LIBERTA’ PER I 6 PRESOS DI BARCELONA

Il 16 Febbraio il rapper Pablo Hasel viene arrestato nel rettorato dell’ universita’di Lleida dove si era barricato. Questo e’ solo uno dei molti arresti usati come armi politiche dalla repressione per colpire elementi di rilievo nel movimento indipendentista catalano, gli antagonisti e gli anarchici. Nella maglia dell’intimidazione e del tentativo di annichilire le voci critiche sono finiti dai politici ai vignettisti, dai comici ai marionettisti. Nonostante anche l’Europa e la sua corte dei diritti umani critichi queste pratiche, la polizia spagnola non e’ nuova a crimini come questi, degenerati in molti casi nella tortura in caserme e carceri, come ben sanno i compagni baschi. In seguito all’arresto di Hasel scattano proteste spontanee in molte città iberiche con manifestazioni e presidi. Sopratutto a Madrid e Barcelona, ma anche a Valencia e Granada, seguono cariche ingiustificate e violenza che fanno molti feriti tra i dimostranti, spesso pacifici, come la ragazza che ha perso un occhio per un proiettile di gomma a Barcelona. Tutta questa violenza e repressione genera nuove manifestazioni sempre più partecipate e appassionate sopratutto a Barcelona che insorge per 15 giorni. I media spagnoli hanno cercato di dipingere queste proteste come insensate e gratuite, uniformandosi e supportando le tesi poliziesche. In realtà invece le manifestazioni hanno convogliato tutta la tensione che le pratiche squadriste dello stato hanno generato, senza dimenticare la crisi economico-lavorativa e un anno di lockdown, che significa: restrizioni basilari dei diritti della persona. Queste sono alcune delle ragioni che hanno spinto molti a manifestare il proprio dissenso e la propria rabbia. Queste giornate di lotta e protesta portano una pioggia di arresti preventivi giustificati solo da prove indiziarie e da dichiarazioni della polizia politica. Intorno ai 140 arresti eseguiti in tutta la Spagna, che culminano a Barcelona, con i ragazzi del Nabat di Mataro’. Questi scontri e proteste si fermano solo con la campagna di arresti di sovversivi stranieri e le pesanti accuse addossate loro. I reati contestati vanno da danneggiamento, disordini, manifestazione non autorizzata a tentato omicidio, attentato all’autorità e associazione a delinquere. I 140 ai fermi cautelari sono stati quasi tutti scarcerati per mancanze di prove. Nonostante questo però rimangono ancora in 6 nel carcere di Brians (Martorell). Il video che sembrava inchiodare due dei ragazzi ha in realtà scagionato dall’accusa Sara. Rimangono le altre accuse insensate, senza fondamento, che costituiscono la montatura. Le autorità insistono a tenere i ragazzi agli arresti preventivi forse anche incalzate dai media che puntano alla demonizzazione degli anarchici italiani e degli okupas, per spostare l’attenzione dalle pesanti ingiustizie di cui lo stato spagnolo si sta rendendo protagonista. Aspettiamo la formalizzazione della accuse che a quanto pare sembrano in stasi, evidentemente per la mancanza di ragioni che non siano politiche. È gravissimo che lo stato spagnolo che si dichiara democratico, non ponga un termine alla carcerazione preventiva.“Detenuto in attesa di giudizio” era un film di denuncia italiano del 1971 con Alberto Sordi. Evidentemente in Spagna sono rimaste le leggi della dittatura franchista. È una vergogna europea. È gravissimo per la libertà di tutti, non solo per quella dei detenuti, che i motivi della carcerazione preventiva che dura da mesi siano il razzismo: sono stranieri! (5 italiani e una ragazza francese), la discriminazione del pensiero politico: sono anarchici, e della pratica sociale: sono okupas (squatters) e non hanno lavoro fisso. Questa è l’Europa unita: galere di stato e banche private. Rimane la solidarietà che ci unisce a Ermann, Danilo, Luca, Albo, Emanuele e Jean e alle altre vittime della repressione verso chi lotta contro le ingiustizie, colpevoli solo di aver manifestato il proprio dissenso partecipando ad una manifestazione.

LIBERTA’ SUBITO PER I PRESOS DEL 27 FEBBRAIO 2021

Barocchio squat Torino 27 maggio 202

3 anni fa
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