In piazza contro confini, morti in mare e le leggi razziste
Mon, 15 July (18:00-21:00)
piazza Castello angolo via Garibaldi - Piazza Castello angolo via Garibaldi
"L'unica sicurezza è la nostra solidarietà.
In piazza contro i confini, le morti in mare e le leggi razziste che le permettono."

Più volte ci siamo trovat* in piazza, e sentiamo la necessità di tornare a prendere posizione per la libertà di movimento di tutt*.

I salvataggi in mare, gli sbarchi, la rottura dei blocchi imposti da questo governo continueranno per tutta l'estate, così come è stato per le estati precedenti. Nessuna legge,nessun ministro potrà mai fermare i flussi migratori dettati da condizioni di necessità e dascelte coraggiose di libertà e ribellione ai ruoli e ai confini imposti.

Il 15 luglio entra in discussione alla Camera il decreto sicurezza bis, che abbiamo già visto applicato nella gestione degli sbarchi delle navi umanitarie nelle scorse settimane. Quelli che finora sono stati provvedimenti provvisori, diventeranno con molta probabilità effettivi.Questo decreto prevede che  il ministro dell’interno possa limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per ragioni di ordine e sicurezza e inasprisce le conseguenze per chi viola questo divieto di ingresso, rendendo possibile anche l'arresto in flagranza del o della comandante.

In questo panorama, un elemento di novità è stato il potente gesto di ribellione compiuto da Carola Rackete, un atto doveroso di fronte alle condizioni che queste leggi razziste dettano. La comandante si è rifiutata di obbedire a una legge disumana che non può valere come metro di giudizio per decidere ciò che sia giusto e ciò che sia sbagliato, chi sia legale e chi illegale.

Come lei, anche noi sentiamo il bisogno di agire e prendere posizione a partire dalla consapevolezza della nostra condizione privilegiata: molte persone tra noi sono bianche e hanno documenti di paesi europei che garantiscono loro la libertà di movimento:vogliamo che questa libertà sia garantita a tutt*.

La solidarietà è una pratica che continueremo a portare avanti e a difendere da ogni forma di criminalizzazione: i salvataggi in mare, il sostegno lungo le frontiere da Ventimiglia al Brennero, i tanti spazi di socialità e sorellanza presenti nelle nostre città, i percorsi femministi di fuoriuscita dalla violenza. Questo è ciò che ci rende sicur*: la nostra sicurezza è la solidarietà.

Salvini e i suoi alleati di governo si riempiono la bocca di sicurezza, ma sappiamo bene di quale sicurezza parlino: le leggi contro il degrado, la criminalizzazione del dissenso, la strumentalizzazione in chiave razzista e securitaria dei corpi delle donne. 

Nel frattempo, in nome di questa sicurezza, si lasciano morire le persone nel Mediterraneo e nei valichi di frontiera, o le si condanna alla reclusione nei lager libici e nei Centri di Permanenza e Rimpatrio, luoghi disumani in cui, di recente, a Torino è morto un ragazzo a causa delle mancate cure dopo 20 giorni di isolamento. 

Abbiamo assistito in questi giorni a una serie di insulti sessisti e minacce di stupro dal vivo e sui social contro Carola Rackete, che avrebbe “attentato alla sicurezza nazionale” portando in salvo delle persone sul suolo italiano. Ancora una volta, quando il dispositivo dell'odio è diretto contro una donna, si esprime attraverso la minaccia di stupro. Perché nelle menti maschiliste è la giusta punizione per una donna che non si comporta bene o non sta sufficientemente zitta. 

La violenza sessuale è uno strumento usato per disciplinare e controllare le donne, limitandone la libertà: le donne migranti subiscono sistematicamente stupri durante il loro viaggio, nei centri di reclusione, nei campi profughi. Quale “sicurezza” troveranno queste persone al loro arrivo sul territorio italiano?

Il 15 luglio invitiamo tutt* in piazza Castello (angolo via Garibaldi):

Per la libertà di muoversi e restare per tutt*

Contro tutti i confini.

Contro le morti in mare.

Contro il decreto Sicurezza e il decreto Sicurezza Bis.

Contro la criminalizzazione della solidarietà.

Per la chiusura immediata dei Cpr.

L'UNICA SICUREZZA E' LA NOSTRA SOLIDARIETA'!

NON UNA DI MENO - TORINO
Non Una Di Meno
Memoria storica - Aggiungi