Aperitivo di Contro Inaugurazione dell'Anno Accademico
La scorsa settimana si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico. A differenza degli anni precedenti, si è svolta all’interno di uno spazio privato - la “Sala Fucine” delle OGR - e, come sempre, non è stato possibile l’accesso alla componente studentesca, fatta eccezione per alcune rappresentanze negli organi centrali.“Pubblica Amministrazione palestra di innovazione” questo il tema che è stato trattato il 13 febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’anno, o meglio dell’ennesima passerella mediatica della governance. Ci chiediamo infatti: in che modo si può sviluppare il tema dell’innovazione senza che questo momento sia effettivamente condiviso e partecipato in buona parte da noi studentə? In che modo si può parlare di innovazione in un Ateneo che continua a stringere accordi con aziende, come Leonardo, che, con la loro produzione di armi, contribuiscono alla distruzione di popoli ed ecosistemi? In che modo si può ancora far finta che tutto questo non ci riguardi? Non riguardi anche noi comunità studentesca che vive questi spazi e sviluppa un sapere sempre più assoggettato a logiche di profitto belliche? In uno scenario globale in cui si intensificano sempre di più guerre e genocidi, crediamo sia fondamentale costruire noi un’alternativa, un sapere nuovo a partire da una comunità, la nostra, che sappia ridefinire il termine innovazione attraverso la partecipazione attiva e la condivisione di visioni e competenze realmente volte ad interessi sociali ed ecologici. In un ateneo progettato per farci correre da un lato all’altro di corridoi iper affollati, incentivando il nostro senso di alienazione e solitudine, creare momenti di collettività è sicuramente il primo passo per sentirci parte di una comunità che ha tutte le capacità per essere parte attiva delle decisioni politiche e accademiche della propria università. Per questo giovedì 26 febbraio siamo tuttə invitate a costruire insieme una reale inaugurazione dell’anno accademico, un’inaugurazione che sia fatta di conf
ronto, partecipazione e antimilitarismo, perché l’innovazione nasce dalla comunità.