Corteo contro il carcere
Corteo contro il carcere
7 days ago
Corso Molise angolo Corso Toscana
Corso Molise angolo Corso Toscana

Nell’anno del record di suicidi in galera (78 fino ad ora) anche il carcere cittadino Lorusso e Cutugno ha pagato il suo contributo di sangue: sono 4 le persone che si sono tolte la vita e molte di più quelle che ci hanno provato. Queste morti gettano drammaticamente luce su quelle che sono le condizioni all’interno dell’istituto penitenziario: sovraffollamento, gravi carenze sanitarie e igieniche, mancanza di adeguati spazi e progetti di socialità, riduzione arbitraria delle ore d’aria, etc.

Le porte delle Vallette si aprono con sempre più frequenza per chiunque. Mentre crisi e aumento dei prezzi spingono sempre più persone verso la marginalizzazione, gli uffici della Questura e del Tribunale lavorano a pieno regime, numerosissimi sono gli arresti effettuati anche per reati minori e fatti di lieve entità (si ricordi che uno dei ragazzi morto suicida era in cella per aver rubato delle cuffie dal valore di poche decine di euro). Così come numerosi sono i fermi di minorenni: da quando il nemico pubblico sono diventate le “baby-gang” il Ferrante Aporti è stato riempito a pressione aggravando le già precarie condizioni di detenzione.

Anche per chi decide di lottare la musica è sostanzialmente la stessa. La questione del carcere si lega sempre più a quella della criminalizzazione dei movimenti sociali e di ogni forma di conflitto. Emerge l'abuso e l'uso atipico di alcuni strumenti repressivi: ne è testimonianza l’uso politico delle misure cautelari, delle imputazioni per reati associativi, dei provvedimenti amministrativi e del regime di 41 bis (come lo sciopero della fame di Alfredo Cospito sta mettendo sotto i riflettori).

Mentre la strage nelle carceri continua e il nuovo governo si impegna ad aggravare le pene di alcuni reati del codice penale e a costruire nuovi istituti penitenziari, anche la popolazione detenuta alle Vallette si mobilita: basti ricordare, durante l ultima campagna elettorale, lo sciopero della fame a staffetta delle detenute della Sezione Femminile, la petizione inviata dai detenuti del Blocco B al Ministro Cartabia, la rivolta del 10 novembre nel Blocco A e, in ultima, la lettera pubblica della 3a Sezione Femminile qualche giorno fa, dopo l’ultimo suicidio.

Facciamo nostre le rivendicazioni espresse da detenute e detenuti, portiamo in strada la loro voce e mettiamo sotto i riflettori della città ciò che avviene all’interno delle mura del carcere

AL FIANCO DEI DETENUTI E DELLE DETENUTE DEL CARCERE DELLE VALLETTE

LA LORO LOTTA È LA NOSTRA LOTTA

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