PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ 1312 PROIEZIONE DEL FILM LES MISERABLES

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I MISERABILI – Ladj Ly, Francia, 103 minuti

Ii film racconta la storia di tre poliziotti con la missione professionale di tenere sotto controllo un infuocato quartiere dell’hinterland parigino percorso dalle tensioni e pulsioni di ogni tipo, venato di criminalità grande e piccola, di una cronica patologia sociale. Uno è buono, uno è cattivo, uno 50 e 50. Il buono, Stéphane, è appena arrivato da un’altra città, è al suo debutto in quella squadra, crede nella legge e nella possibile emancipazione degli ultimi. Il cattivo, ovviamente il capo del trio, è brutale, crede solo nella forza, è corrotto e colluso con i vari poteri occulti del quartiere, poteri al limite e oltre la legalità. Perlustrano, controllano, minacciano: la minaccia come deterrente e strategia di prevenzione del disordine. Ragazzini di strada. Famiglie complicate. Boss della droga e della prostituzione. Commercianti taglieggiati. Una comunità di Fratelli Musulmani con un imam ex galeotto riscattatosi grazie alla fede e leader indiscusso del quartiere, adorato e ammirato per la sua integrità, rettitudine, forza. E ancora: la figura ambigua di colui che viene chiamato il sindaco, un ruolo immagino semi-istituzionale ai bordi tra il caos e l’ordine delle istituzione, un “uomo del popolo” investito di quel pomposo titolo per dialogare, intercettare i germi dello scontento prima che si tramuti in rivolta. Poi abbiamo Buzz, che con un drone sorvola il quartiere e spia le proprie coetanee, e Issa, che si mette sempre nei guai per piccoli furti. Proprio i due ragazzini sono la miccia dell’esplosione drammaturgica: Issa ruba un cucciolo di leone da un circo provocando tensione tra i proprietari di origine gitana e la comunità di colore, mentre Buzz riprende per puro caso con il suo drone il ferimento di Issa da parte dei poliziotti quando lo fermano per recuperare l’animale. Così inizia una caccia al video che potrebbe rovinare la vita dei colpevoli e macchiare la reputazione della polizia. La parte finale de “I miserabili” mostra la rivolta dei ragazzi che organizzano un’imboscata contro i tre poliziotti e si vendicano di tutti gli adulti coinvolti nei soprusi capitanati da Issa, umiliato e ferito il giorno prima per aver preso il cucciolo di leone. Il film riesce ad esplodere tutta la sua rabbia e la tensione accumulata, conducendo ad un finale di grande impatto. Ma Ly non ce lo racconta, chiude sul nero.

Un film sulla violenza della polizia, sul disagio di una moltitudine sociale capace di far collassare le istituzioni, e sulle disparità economico-culturali che specialmente in Francia sono giunte a un punto di non-ritorno. Non ci sono cattivi e non-cattivi, ma solo la cattiva volontà delle classi dirigenti. Dei politici, dei magistrati, dei ricchi, di quelli che in altri tempi avremmo genericamente chiamato “i padroni”. Che nel film non vediamo neanche in televisione, ma di cui i tre poliziotti sono tuttavia il “braccio armato”.

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